Silvio Berlusconi è da considerarsi prosciolto dall'accusa di corruzione in atti giudiziari per intervenuta prescrizione. Ma sarebbe più giusto dire che non è ormai più possibile procedere nei suoi confronti per l'estinzione di quel reato. Ad ogni modo è questa, dopo tre ore di camera di consiglio, la sentenza di primo grado del tanto vituperato ed ostile Tribunale di Milano.
Può dunque tirare un sospiro di sollievo il Cavaliere, la cui difesa, fino all'ultimo, aveva tentato di dilatare i tempi del contraddittorio con liste-fiume di testimoni da escutere ed ingiustificate ricusazioni del collegio giudicante.
Può dunque tirare un sospiro di sollievo il Cavaliere, la cui difesa, fino all'ultimo, aveva tentato di dilatare i tempi del contraddittorio con liste-fiume di testimoni da escutere ed ingiustificate ricusazioni del collegio giudicante.
Non è stata accolta la tesi della Procura, i cui calcoli un po' spericolati giocati sulle numerose interruzioni che il processo ha subito nel corso degli anni (il lodo Alfano aveva stralciato la posizione di Berlusconi da quella del condannato Mills, congelandola) avevano fissato una data differente: il mese di Giugno.
Insomma abbiamo un corrotto, David Mills, condannato in tutti e tre i gradi di giudizio, ma la giustizia non avrà mai il nome del suo corruttore. O meglio, non potrà mai condannarlo, perché tra una legge ad personam e l'altra, dieci giorni fa, è stata maturata la prescrizione, accorciata con l'ex Cirielli del 2005 in modo tanto eclatante che, ormai, può essere raggiunta con facilità da tutti gli incensurati (non a caso la Corte di Giustizia europea ha chiesto all'Italia di rivedere l'istituto per non incorrere continuamente in vergognosi casi di denegata giustizia, che ledono i diritti delle vittime di reato e delle parti civili). Se prima, insomma, l'eccezione era la prescrizione e la norma la sentenza, ora il rapporto si è ribaltato.
Ma questa, comunque, è una sentenza e in quanto tale va rispettata. Purtroppo non ci sarà modo di ricorrere in appello, ma a prescindere dal merito della questione, vorrei fare due considerazioni:
- in primis il fatto che Berlusconi abbia rifiutato, nelle scorse settimane, di far scendere in piazza il popolo delle libertà a suo sostegno contro i giudici di Milano, ex post, assume un nuovo significato: con ogni probabilità il vecchio ed astuto Cav., dopo aver fiutato l'aria, aveva preferito scommettere sul proscioglimento anche quando i bookmakers davano per scontata una sentenza di condanna (si vocifera di un Ghedini affranto e sconsolato). Sua Emittenza una volta tanto è stata lungimirante e non avventata: ha giocato una partita molto pericolosa, da vero stratega, evitando accuratamente di non surriscaldare il clima politico e, soprattutto, di non esasperare ancora il proprio collegio giudicante (la scena finale de Il Caimano di Nanni Moretti pareva dietro l'angolo) aggiudicandosi il punto della bandiera senza nemmeno sporcarsi le mani. E' un peccato che abbia iniziato a dimostrare un briciolo di saggezza proprio ora che non ha più in mano la cosa pubblica;
- in secundis, è doveroso ricordare che una sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione non è una sentenza di assoluzione. Se all'ex premier importasse qualcosa del proprio onore e della propria integrità morale, dovrebbe dunque rinunciare alla prescrizione (è un suo diritto), così da dimostrare in aula la propria totale estraneità ai fatti. Ora che abbiamo le prove dell'imparzialità dei giudici di Milano, la partita si giocherebbe su di un terreno sicuro e giusto.Sfruttare la scappatoia della prescrizione, invece, non libererà mai Silvio Berlusconi da questo pesante ed infamante fardello.
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APPROFONDIMENTO:
Il regime della prescrizione disegnato dalla ex-Cirielli voluta dal Governo Berlusconi:
Art. 157 La prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge e comunque un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto e a quattro anni se si tratta di contravvenzione, ancorché puniti con la sola pena pecuniaria.
Art. 161 [...] in nessun caso l'interruzione della prescrizione può comportare l'aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere [se un reato prevede come massimo di pena 8 anni, qual è il caso della corruzione in atti giudiziari, si prescriverà in 8 anni, aumentati di un quarto (8+2=10) in caso di interventi interruttivi. ndCarlo].
La prescrizione estingue il reato: 1) in venti anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore a ventiquattro anni; 2) in quindici anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione non inferiore a dieci anni; 3) in dieci anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce della reclusione inferiore a cinque anni, o la pena della multa. 4) in cinque anni, se si tratta di delitto per cui la legge stabilisce la pena della reclusione inferiore a cinque anni, o la pena della multa; 5) in tre anni, se si tratta di contravvenzione per cui la legge stabilisce la pena dell’arresto; 6) in due anni, se si tratta di contravvenzione per cui la legge stabilisce la pena dell’ammenda. [dunque, senza l'intervento legislativo del 2005, la prescrizione sarebbe maturata dopo 10 anni, cui aggiungerne la metà, ovvero altri 5, in caso di interventi interruttivi, per un totale di 15 anni. Il processo a carico di Berlusconi si sarebbe prescritto nel 2014. ndCarlo]
Quello che dici è sacrosanto. Rimane una grande amarezza per un uomo che, sfruttando il proprio impero economico e la propria posizione di enorme potere, si è fatto beffa della giustizia italiana. Complice quella parte di Paese che ha votato per lui e gli ha consentito questo ennesimo schiaffo alla legalità. La battaglia comunque non è ancora terminata. Vedremo come andranno i prossimi processi di cui è imputato...
RispondiEliminaOggi è un giorno molto triste per la giustizia perchè proprio un ex premier ha dimostrato che si può fuggire dalle proprie responsabilità con escamotage... Avrei preferito una assoluzione piena o una condanna, restare in sospeso solo perché la sentenza arriva tardi non ha alcun senso!
RispondiEliminaLeggo le dichiarazioni gioiose di esponenti di primo piano del pdl e mi rendo sempre più conto che siamo lontani milioni di anni luce dalla Germania, dove il presidente si dimette solo per l'avviso di garanzia...
RispondiEliminaSah
Non so, dovrei stupirmi?
RispondiEliminaPaolo77
Ho letto comunque che il PM può fare ricorso in Cassazione!
RispondiEliminaSperiamo!
Giorgio
@ Sah: "benvenuto al sud" :-)
RispondiElimina@ Paolo77: probabilmente no, ma ti dirò che per un po' ci ho sperato. Intendiamoci, non sono un giustizialista, però avere uno condannato per corruzione e non avere il corruttore non è tollerabile.
@ Giorgio: difficile. Se il PM ricorresse in Cassaz. lo farebbe per chiedere che venga accolta la sua tesi circa l'esperimento della prescrizione, calcolata nelle ipotesi più ottimistiche tra Giugno e le prime due settimane di Luglio. Questo vorrebbe dunque dire: fare il ricorso in Cassazione, vederselo accettato entro quella data, dunque vederselo cassato nuovamente al Tribunale che dovrebbe, sempre in quel ristretto perimetro temporale, tenere la camera di consiglio.
Penso non lo farà, anche perché poi gli converrebbe comunque attendere le motivazioni della sentenza (90gg) per vedere se i giudici avevano già espresso qualche giudizio anche sul merito della questione.