L'acre puzzo della criminalità organizzata torna a farsi sentire lungo gli scenari da cartolina del Ponente ligure. Nel 2011 il piccolo centro di Bordighera aveva ottenuto l'ambito titolo di "secondo comune del Nord Italia sciolto per infiltrazioni mafiose" dopo che le indagini dei Carabinieri avevano provato l'influenza della famiglia Pellegrino sulla giunta del PDL (sfociata in una incredibile assoluzione), oggi il Ministero dell'Interno si è finalmente espresso sulla città di confine di Ventimiglia (PDL), commissariandola per il medesimo motivo. Nuovi particolari vanno così ad aggiungersi all'inchiesta Maglio, che ha fatto luce sull'importanza del fenomeno mafioso nel Nord-Ovest del Paese. Se solo fino a pochi anni fa si pensava che le regioni settentrionali fossero impermeabili alla cancerogena opera mafiosa, i nuovi dati dipingono uno scenario completamente sconosciuto e pure parecchio allarmante.
Gli uomini d'onore calabresi avrebbero infatti in mano l'intero imperiese, e reggerebbero un'intricata ragnatela che avviluppa politica, appalti, affari per milioni di euro, racket, spaccio di droga, sale da gioco e opere pubbliche.
"Le famiglie che fanno capo al “locale” di Ventimiglia" - si legge nel comunicato del prefetto - "mantengono un legame inscindibile con la potente cosca Piromalli dalla quale ricevono ordini e direttive. Si segnala il tentativo di condizionamento degli enti locali soprattutto nel settore degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, nonché nel settore commerciale ed urbanistico". Dunque una cellula mafiosa ben radicata, che opera in nome e per conto di quelle che ancora tengono in pugno il Sud, facendo tremare persino i politici di Roma.
"Le famiglie che fanno capo al “locale” di Ventimiglia" - si legge nel comunicato del prefetto - "mantengono un legame inscindibile con la potente cosca Piromalli dalla quale ricevono ordini e direttive. Si segnala il tentativo di condizionamento degli enti locali soprattutto nel settore degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, nonché nel settore commerciale ed urbanistico". Dunque una cellula mafiosa ben radicata, che opera in nome e per conto di quelle che ancora tengono in pugno il Sud, facendo tremare persino i politici di Roma.
Alla Direzione Investigativa Antimafia non fanno mistero di essere rimasti sorpresi dalla potenza economica raggiunta in pochissimo tempo dai padrini trapiantati nel Ponente ligure, capaci di assogettare alla propria volontà imprenditori, politici e perfino il presidente del Tribunale di Imperia (recentemente condannato a 3 anni e 8 mesi). Insomma, nell'imperiese la 'ndrangheta pare aver trovato terreno fertile, riuscendo ad infiltrarsi con facilità nel tessuto imprenditoriale ed in quello politico di una terra che, d'un tratto, oggi scopriamo essere di confine e lasciata a sé stessa.
Agli uomini d'onore calabresi fanno gola soprattutto i profitti generati dalla costruzione dei molti porticcioli turistici che stanno fioccando come funghi lungo tutta la Riviera. Al danno economico si aggiunge così anche quello ambientale: la 'ndrangheta sta infatti demolendo sotto tonnellate di cemento bellezze naturali rimaste intatte nei secoli in una regione che vive essenzialmente di turismo. Non è dunque un caso se, a cementificazione della costa, la Liguria sia la regione del Nord Italia che apre la classifica di Legambiente e, in quanto a numero di ecomostri sul mare, segua a ruota il Lazio, la Campania e la Calabria.
E non è nemmeno un caso se, in quel sottile lembo di terra dove c'è sempre il sole inizino a verificarsi incidenti inquietanti, che mai avremmo voluto vedere anche nel Nord Italia: auto, moto, bar e stabilimenti balneari che bruciano nel cuore della notte, imprese edili devastate, macchine movimento terra nei cantieri vandalizzate, intimidazioni, estorsioni... L'episodio culmine è senza dubbio l'attentato all'imprenditore Piergiorgio Parodi (padre di Beatrice Parodi, la cui impresa sta costruendo il porto di
Ventimiglia e quello a San Lorenzo al Mare, nonché socia e compagna di
Francesco Caltagirone che invece si occupa della costruzione del porto di Imperia) del 23 Novembre scorso: contro la sua vettura erano stati esplosi alcuni colpi di lupara (che l'uomo aveva poi tentato di nascondere goffamente con degli adesivi) mentre questi vi si trovava a bordo.
L'indagine Maglio avrebbe inoltre provato l'esistenza di una connivenza tra 'ndrangheta e politica strutturata su più livelli: dagli accordi stretti tra il capo-clan della regione Domenico Gangemi e l'assessore regionale del PDL Alessio Saso, a quelli territorialmente più circoscritti siglati dall'ex sindaco di Ventimiglia Vincenzo Moio per ottenere l'elezione della figlia.
Dunque, checché ne dica l'ex Ministro Claudio Scajola, che nell'imperiese vive ed ha il proprio feudo politico ("Si equivoca facilmente parlando di rapporti tra istituzioni e criminalità organizzata. Va certemente perseguita, e le forze dell’ordine stanno lavorando bene in questa direzione, ma per la mia esperienza in questo territorio escludo legami diretti tra mafia e politica." da La Stampa del 23.01.2012), il problema 'ndrangheta non solo esiste, ma ha ormai infettato buona parte della provincia.
Dunque, checché ne dica l'ex Ministro Claudio Scajola, che nell'imperiese vive ed ha il proprio feudo politico ("Si equivoca facilmente parlando di rapporti tra istituzioni e criminalità organizzata. Va certemente perseguita, e le forze dell’ordine stanno lavorando bene in questa direzione, ma per la mia esperienza in questo territorio escludo legami diretti tra mafia e politica." da La Stampa del 23.01.2012), il problema 'ndrangheta non solo esiste, ma ha ormai infettato buona parte della provincia.
Non ci resta che augurarci che i colpi recentemente inferti alle cupole dell'imperiese portino ad una progressiva, quanto decisa ed immediata, eliminazione radicale del fenomeno mafioso: se è vero che la 'ndrangheta all'ombra delle serre della floricoltura e del festival della canzone ha trovato terreno fertile per i propri affari, è anche vero che le risposte delle forze dell'ordine e della magistratura sono state tempestive. Se lo scandalo dello scioglimento del comune di Ventimiglia avrà l'eco che merita e se gli imperiesi dimostreranno ai padrini calabresi che il procuratore Roberto Cavallone (uomo "duro e puro" delle istituzioni) non è solo in questa sua lotta contro la criminalità organizzata, qualcosa potrebbe muoversi prima che sia davvero troppo tardi...
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se non erro il boss politico della zona è sciaboletta lo sbadato....
RispondiEliminaFra le varie malattie gravi del nostro Paese, probabilmente quello delle mafie ('ndrangheta in primis) è il peggiore, anche perchè causa di altre malattie, vedi sfacelo ambientale, come giustamente fai notare.
RispondiEliminaIn Sicilia, molti piccoli imprenditori, mettendosi in rete e facendo squadra, hanno moltiplicato sul campo l'efficacia dell'opera di repressione della magistratura, facendo di fatto scavalcare Cosa Nostra, nella classifica di influenza e diffusione delle organizzazioni criminali, da quella calabrese.
Ma anche quest'ultima sta spostando sempre più i suoi traffici al Nord, dove evidentemente trova terreno più fertile, se pur contrastato dai giudici onesti (...e dai blogger attivi!).
L'ex ministro dell'interno Maroni che solo fino alla scorsa primavera diceva che in Padania non esisteva la Mafia ed era entrato in polemica con Saviano non avrebbe mai sciolto il comune di Ventimiglia perché altrimenti si sarebbe smentito con i fatti...
RispondiEliminaIrene