Sarà stata l'eccitazione per la sua inedita presenza sulla televisione berlusconiana a renderlo meno accorto, saranno stati i sondaggi, che ancora gli danno il 60% dei consensi a concedergli troppa euforia, sarà stato il suo humor all'inglese che fatica ad esser compreso dal popolo dello stivale (abituato ad un ventennio di spassosi siparietti molto più terra-terra messi in scena dal precedente premier), sta di fatto che Mario Monti non doveva permettersi il lusso di una simile battuta. Quella, per inciso, che vorrebbe il posto fisso "monotono", quindi "noioso".
Non si può smantellare l'articolo 18 raccontando che quel pezzo di carta sia noioso.
E' vero: quell'articolo limita l'investimento del capitale straniero in italia, perché la maggior parte dei licenziamenti sfocia in tribunale, con il rischio, per il datore di lavoro, di sopportarne le spese e la successiva reintegrazione del lavoratore. Ma quell'articolo così vituperato dà ai lavoratori preziosi diritti che hanno reso il nostro Paese all'avanguardia nel settore del giuslavorismo. Costituisce infatti un "unicum" nel panorama europeo ed internazionale ma questo non dovrebbe crearci imbarazzo. Tutt'altro. Dovremmo esserne orgogliosi perché vuol dire che da noi il legislatore, almeno in epoche passate, tra il datore di lavoro ed il lavoratore ha deciso di tutelare maggiormente la parte debole.
Dunque non c'è nulla di scandaloso, e tantomeno noioso, in un articolo che esiste essenzialmente per evitare i "licenziamenti discriminatori". Pensate ad esempio ad un lavoratore-sindacalista: se abrogassimo l'art.18 potrebbe ancora svolgere il suo lavoro con la dovuta tranquillità se potesse essere licenziato, dall'oggi al domani, senza uno straccio di giusta causa? Pensate al lavoratore extracomunitario, a quello omosessuale, a quello di fede diversa costretti a subire le peggiori angherie in silenzio. Si pensi, dunque, alle minoranze tutelate proprio da questo importante articolo. Ma si pensi, poi, ad un panorama più ampio, quello dei lavoratori in senso lato, che non avranno più la forza di ribellarsi ai soprusi del datore di lavoro, quando verrà tolta loro la tutela del giudice.
Insomma, Monti rischia di smantellare un sistema fin troppo precario che pure aveva trovato un equilibrio. Non sarà demolendo l'art. 18 che si creerà nuova occupazione: si renderà soltanto più dura la vita professionale ai pochi già occupati.
E a chi mi viene a dire che il licenziamento, ancorché ingiusto, è "bello" perché spezza la monotonia del posto fisso, la noiosa tranquillità della tutela legale, mi viene da rispondergli se non abbia forse trovato, in un cassetto della scrivania di Palazzo Chigi, qualche polverina strana scambiata erroneamente per zucchero per il thé delle cinque... perché una simile battuta non si discosta troppo da quelle a cui ci aveva abituato il suo precedente collega che andava a dire che la crisi non esisteva e che i ristoranti erano tutti pieni...
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Mi sarei aspettata una battuta simile da Brunetta, da Sacconi ma non da Monti.
RispondiEliminaOgni volta che lo sento parlare mi sembra sempre più un ricco uomo d'affari che non sa come sta la gente in strada!
In realtà, il discorso di Monti può essere in parte condivisibile, nel senso che le sfide e i cambiamenti arricchiscono la crescita personale di una persona ed è vero che sia positivo essere aperti al nuovo, avere voglia di mettersi in gioco. Ma questo non può valere in Italia. In realtà, non ho idea di come siano messi negli altri paesi, ma da noi sicuramente una cosa così non si può fare. Se Monti pensa di abrogare l'art. 18, deve poi pensare a tutta una serie di misure che tutelino il cittadino fino alla stipula di un nuovo contratto di lavoro. Non si può pensare che uno possa essere licenziato dall'oggi al domani senza poi assisterlo nella ricerca di un nuovo impiego, magari dandogli solo il contentino di una buona uscita. Ma che se ne fa la gente della buona uscita? I soldi finiscono, mentre le bollette, i mutui, gli affitti sono spese da affrontare mensilmente. La visione di Monti è sicuramente dinamica e flessibile, ma prima di metterla in atto bisogna pensare a tutta una serie di ammortizzatori sociali che possa aiutare la gente a vivere dignitosamente durante la ricerca di un nuovo lavoro, e non sarebbe male se lo Stato assistesse pure in questa ricerca. Bisognerebbe poi rivedere il sistema di erogazione dei mutui: a Monti è venuto in mente che le banche, se non hai un contratto a tempo indeterminato, non ti danno un mutuo che possa permetterti di comprarti una casa? Quindi i giovani si ritroverebbero disoccupati, senza la possibilità di comprarsi una casa, senza la possibilità di affrancarsi dai genitori. Altro che 30enni bamboccioni, qui si arriva anche ai 50enni bamboccioni!
RispondiEliminaInsomma, stavolta Monti mi è sembrato un po' scollato dalla realtà. Prima di fare una battuta simile, doveva pensare che lo stavano ascoltando persone che hanno a che fare tutti i giorni, direttamente o indirettamente, con la perdita di lavoro. Persone che, a differenza sua, sognano uno stipendio fisso, perchè in Italia non c'è la possibilità di mettersi in gioco e cercare nuovi lavori che ti migliorino. Uno che perde il lavoro, qui, è abbandonato completamente a se stesso e se le misure che intende prendere il governo in questo senso sono sullo stesso piano dei FINTI tagli ai parlamentari, allora è meglio che lascino stare l'art. 18, una delle poche garanzie che ancora abbiamo.
Barbara
Credo che la frase non sia stata detta a sproposito, non da un personaggio preciso come Monti... da un certo punto di vista può essere interpretata come un incitamento a sviluppare la propria carriera, perché i giovani siano disposti ad ottenere sempre di più dal proprio lavoro, d'altro canto però non era il caso, oggi come oggi, di fare un'affermazione del genere, in quanto per i giovani è già molto difficile trovare un lavoro che corrisponda alle proprie caratteristiche e talvolta bisogna accontentarsi di un posto che non soddisfa, quindi a queste condizioni un posto fisso sarebbe l'ideale per molti (considerato anche l'alto tasso di disoccupazione giovanile), figuriamoci se vi sia la possibilità di poterlo abbandonare per un altro lavoro. Spero che questa affermazione sia stata soltanto un tentativo di sollecitare la volontà dei giovani lavoratori a non porsi dei limiti ma migliorarsi continuamente...
RispondiElimina@ Barbara: condivido appieno e aggiungo che, al rischio dei giovani che non riescono ad infilarsi nel mondo del lavoro, con l'abrogazione dell'art. 18 si profila anche quello dei genitori che rischiano, dall'oggi al domani, di perderlo.
RispondiEliminaE come tu stessa giustamente dici, il mercato del lavoro in questo Paese non è affatto tale da reggere un simile dinamismo. Non siamo negli USA, dove i lavoratori che escono con la proverbiale scatola di cartone con dentro le loro cose dopo due settimane hanno già modo di rimettersi in carreggiata. Qui il licenziamento è un dramma, perché le possibilità di re-impiego sono ridotte all'osso, specie per quelli in là con gli anni. Dunque, come giustamente dici, Monti dovrebbe prima riformulare l'intero mercato del lavoro, solo allora si potrebbe anche pensare di levare l'art. 18... Che però va tenuto fino all'ultimo, perché è quel pilastro che impedisce all'abitazione che ora si vuole abbattere di crollarci addosso mentre siamo ancora tutti dentro.
Comunque, siamo sicuri che una tale schizofrenia lavorativa possa venire incontro alle nostre esigenze? Se la vogliamo vedere dal lato del lavoratore, l'impiego fisso mi sembra tutto fuorché "noioso". L'uomo ha bisogno di certezze. Non solo quelle esistenziali, anche quelle prettamente materiali come quella di poter pagare mensilmente il mutuo, ad esempio. In base a quelle, tu mi insegni, deciderà se sposarsi, se fare dei figli, ecc... Una società nella quale il lavoro diventa volatile non produrrà solo degli stressati cronici incapaci di pianificare sul lungo termine le proprie mosse? Insomma, siamo proprio sicuri di voler seguire l'America, in questo assurdo tourbillon finanziario? Sono loro il nostro futuro? La crisi, nata negli USA, non ci ha proprio insegnato nulla?
@ Blog Tecnico: benvenuto, anzitutto, su queste pagine! Certamente quella detta da Monti è una frase che può avere un senso logico, e certamente è una frase assai infelice, specie se letta tenendo a mente il dato che 1 giovane su 3 non lavora. Delle due, dunque, l'una: o Monti non ha il polso della situazione (e potrebbe anche essere, non vivendo in prima persona il dramma della disoccupazione) ed è portato a sottovalutarne l'importanza, o ha in mano la 'formula magica' per rivoluzionare, d'un colpo, il mercato del lavoro in Italia e con quella espressione volutamente polemica ci ha voluto anticipare che molte cose, di lì a breve, cambieranno per migliorare...
Chissà perché ma temo che sia la prima...
Speriamo che non tocchi l'articolo 18, visto che ci lavoriamo ogni giorno :)
RispondiEliminaA parte gli scherzi penso che una modifica magari aumentando a 20 il numero dei lavoratori, sia auspicabile, potrebbe davvero dare un aiuto all'occupazione...
Non vorrei sbagliare ma per le condotte discriminatorie c'è anche l'art. 15, anche se ha un ambito diverso...
Ottimo articolo.
RispondiEliminaHo fatto il sindacalista per 32 anni in una grande fabbrica manifatturiera del centro-Italia e sentire che ogni volta che c'è crisi che si vuole demolire la garanzia cardine di noi lavoratori dipendenti mi riempie il cuore di tristezza.
Anche perché puntualmente si fa passare il messaggio che l'art. 18 sia d'ostacolo al licenziamento per finalità economiche e questo non è vero!
Faccio solo notare al Sig. Bruno che l'art. 15 dello Statuto, riferito agli atti discriminatori, verrebbe comunque decapitato senza le disposizioni sulla reintegrazione del posto di lavoro previsto dall'art. 18. Del resto, la norma che vieta il licenziamento discriminatorio è ancora più anziana ed è contenuta nella legge 604 del '66.
Insomma, rischieremmo di trovarci con dei licenziamenti illegittimi perché altri articoli dello Statuto o di differenti disposizioni di legge li reputano tali, senza però avere la disposizione che guida le soluzioni ad n ingiusto licenziamento. La conseguenza più ovvia che, al posto della reintegrazione, si potrà citare il datore solo per chiedere i danni.
Saluti
Savio
Due frasi infelici in una settimana è un numero che si avvicina a quello a cui ci aveva abituato il precedente Governo.
RispondiEliminaLa cosa più criticabile di queste uscite inopportune è che in realtà vogliono instillare il dubbio che è normale che le cose vadano così. Bisogna rassegnarcisi e barcamenarsi. E questo, detto da chi invece dovrebbe impegnarsi per migliorare i problemi della nostra società, non si può tollerare.
Sto aspettando con ansia, pari a quella del disgelo e della fine di queste flagellanti nevicate, che la popolazione italiana scopra finalmente la vera natura del governo tecnocrate.
RispondiEliminaIl mantenimento dell'articolo 18 a me sembra una questione di un'evidenza etica tale da non ammettere discussioni; ma inoltre, più di un esperto sostiene (e molto verosimilmente) che, anche sul piano della concorrenza internazionale, la sua soppressione sarebbe ininfluente.
Purtroppo temo che la vera posta in gioco sia forzare l'accettazione di un potere ormai dittatoriale, installato per difendere interessi lontani e opposti a quelli della gente.
@ Savio: condivido le tue preoccupazioni...
RispondiElimina@ Rear Window: E' vero, del resto hanno la strafottenza di chi è stato chiamato a governare un Paese ad un passo dal baratro e dunque non vogliono sottostare ad accordi di alcun tipo... Un'arroganza molto 'tecnica' che, se possibile, è ancora più intollerabile da quella 'politica' sfoggiata a suo tempo dai Brunetta, dai La Russa, dagli Alfano...
@ Franz: Non la vedo (ancora) così nera, e sinceramente spero che tu non sia la Cassandra della situazione. Credo più semplicemente che Monti, dopo il buco nell'acqua delle liberalizzazioni-fuffa (1 a 0 per gli ordini professionali, c'è poco da fare), torni allora alla carica nel tentativo di riformare almeno il lavoro dipendente. I precari, del resto, sono una preda facile sprovvista di lobby...