lunedì 16 gennaio 2012

SALTA IL VERTICE DI ROMA, L'EUROZONA SEMPRE PIU' A RISCHIO

C'è chi dice che il declassamento di S&P's rappresenti in realtà un attacco politico sferrato con durezza, lucidità e premeditazione alla zona Euro; c'è chi sostiene che il vero obbiettivo dell'agenzia di rating fosse colpire Parigi e smantellare così quell'equilibrio assai precario che fin'ora aveva impedito alla Germania di imperare sui 'nani' dell'Ue. Sta di fatto che le reazioni non sono mancate e a fronte di queste è l'Italia ad uscirne con le ossa rotte. Non tanto sui mercati, che oggi hanno inaspettatamente retto, quanto sul fronte della politica estera: in serata, a sorpresa, è saltato il vertice trilaterale di Roma di Venerdì.
Un vertice che avrebbe finalmente ridato dignità al nostro Paese, che dopo le misure draconiane intraprese sotto la guida di Monti, avrebbe potuto presentarsi al fianco di Francia e Germania da primus inter pares e non da "peso morto". Un vertice che avrebbe aiutato la sopravvivenza politica del governo tecnico, sempre più in balia degli umori del Parlamento (se all'incontro fosse passata la linea dell'Italia, PD e PDL avrebbero poi dovuto ingoiare a malincuore la pillola amara delle liberalizzazioni). Un vertice atteso dai più perché sarebbe dovuto servire a superare le resistenze della Merkel, sbloccando la situazione in stallo da un anno e mezzo, e ridare così fiducia agli investitori.
Insomma, un vertice pieno di significato e carico di aspettative, destinato invece a passare alla storia per essere stato annullato in maniera irrituale, non dalla nazione ospitante, ma dalla Francia, preoccupata forse di non poter più discutere alla pari con la Germania le misure di prossima attuazione, o, più egoisticamente, intenzionata a tappare le falle provocate dal downgrade in vista delle presidenziali della prossima primavera.
Che sia per un motivo o per l'altro, il nostro Paese perde la ghiotta opportunità di tornare a prendere decisioni a livello europeo, così come l'Europa perde la possibilità di raggiungere intese in tempi brevi. In un solo pomeriggio sono stati vanificati i tre mesi di lavoro, diplomatico e non solo, del premier Monti, che a lungo si era speso per l'organizzazione del summit.
E proprio mentre Draghi, dallo scranno più alto della BCE, ingiunge all'Europa di fare presto perché la crisi diventa di ora in ora sempre più grave, le debolezze strutturali e gli egoismi interni provocano pericolosi rinvii che mettono ancora più in discussione la possibilità per il Vecchio Continente di salvarsi...

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2 commenti:

  1. Everybody Wants to Rule the World dicevano un tempo.

    Vedo che la situazione non cambia.

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  2. Gira che ti rigira, ad averlo nel popo' siam sempre noi.
    Sah

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