domenica 15 gennaio 2012

PROFESSIONALITA' A PICCO

In un'Italia economicamente sempre più inaffidabile, appena declassata da S&P da A- a BBB+ (ora siamo nel girone di Colombia e Perù), può accadere anche questo: che una enorme nave da crociera, lunga 300 metri ed alta come un palazzo di 14 piani, con oltre 4000 persone a bordo, zig-zaghi tra le secche e gli scogli che affiorano appena sotto il pelo dell'acqua per portare un saluto agli isolani.
Accade anche che il sindaco dell'Isola del Giglio si esprima come a voler giustificare l'incredibile imprudenza commessa dal capitano e si scopra poi che, in altre occasioni, aveva scritto per ringraziare gli alti ufficiali di bordo per quel loro saluto all'isola che reclamizzava l'isola tra i turisti.
Più passano le ore, più vengono a galla indizi e prove del fatto che la tragedia fosse evitabile e sia stata partorita da un pressapochismo ai massimi termini, un'imperizia scandalosa e da una professionalità pari allo zero. Oltreché dalla disarmante assenza della benché minima traccia di buonsenso, s'intende. Perché per portare a 150 metri dalla costa un bestione di quella stazza non bisogna essere del tutto normali.
Avrei preferito scoprire che i sistemi di navigazione fossero tutti fuoriuso ed il capitano avesse colpevolmente deciso di continuare a vista per evitare soste impreviste che avrebbero poi fatto fioccare le richieste di rimborso dei passeggeri; avrei anche accettato il fatto che comandante e ufficiali si fossero dati ai festeggiamenti lasciando il ponte incustodito e la nave alla deriva, in mano ad una tecnologia che talvolta sbaglia. Invece si scopre che tutto era voluto, che la prodezza era studiata nei minimi dettagli, che l'azzardo di spingersi per centinaia di miglia fuori dalla rotta aveva come unico scopo quello di divertire isolani e passeggeri. Come se quel "saluto all'isola" fosse poi chissà cosa: cosa c'è di divertente nel vedere qualche lucina su di uno scoglio, in piena notte? Roba che non rimane nemmeno nelle foto. E poi, col freddo che faceva, c'era davvero qualcuno tra i passeggeri che aveva interrotto la cena per salire sul ponte e godersi lo spettacolo? Probabilmente no, così come i 700 isolani avranno appena fatto caso alla Concordia, almeno fino a quando non è apparsa troppo vicina alla riva per poterne uscire indenne. Insomma, la bravata non valeva certo il rischio. E sinceramente fatico a voler credere che, all'origine del dramma, ci sia un'azione tanto sciocca e negligente.
Sarebbe come se un'autista di autobus deviasse dal proprio percorso e si infilasse in una zona del centro storico a traffico interdetto per salutare la propria ragazza; sarebbe come se il pilota di un piccolo aereo da turismo sfrecciasse a pochi metri dalle mansarde per portare un saluto ai concittadini. Oppure, sarebbe come se un chirurgo ricucisse in fretta e furia il paziente perché è già in ritardo sulla cena galante con la nuova fiamma che lo attende...
Quando ci si rivolge a delle figure professionali che, nel bene o nel male, prendono sulle loro spalle le nostre vite, la nostra incolumità e la nostra sopravvivenza, dobbiamo essere sicuri che siano preparati al meglio per affrontare il lavoro che li attende. Nessuno si aspetta e pretende gesti eroici o bravure fuori dal normale: basterebbe evitare virtuosismi da adolescenti che hanno appena ricevuto il motorino e subito vogliono provare l'impennata.
Il vanto della marina italiana cola a picco e dovrà convivere con il disonore di un capitano che ha completato l'opera abbandonando la nave prima che le operazioni di soccorso fossero concluse, aggiungendo alla negligenza della stupida bravata anche l'onta indelebile della viltà.
Ora bisognerà chiarire i modi in cui i più alti in grado vengono reclutati dalla compagnia, la frequenza con cui vengono svolte le esercitazioni di salvataggio a bordo (l'equipaggio non pareva troppo preparato) e, soprattutto, appurare se davvero certe gesta si ripetevano come folle consuetudine ad ogni passaggio di nave...
Si scopre così che quell'Italia economicamente disastrata e potenzialmente pericolosa per gli equilibri economici mondiali porta in seno sedicenti professionisti che, quotidianamente, mettono a rischio l'incolumità di migliaia di persone perché distratti, o mai cresciuti.
Pensavamo che il peggio il nostro Paese lo esprimesse nella propria classe politca, ora si scopre che anche nel settore privato si annida una inettitudine tale, certo non frutto della meritocrazia, da non permetterci di tornare competitivi ed affidabili.

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10 commenti:

  1. Caro Carlo, devo sottoscrivere ogni tua parola. Questo stupido gesto sta avendo rilievo internazionale, anche perchè a bordo c'erano turisti di tutto il mondo, e certo non aiuta a risollevare l'immagine del nostro Paese agli occhi degli stranieri.
    Prima potevamo dire che l'unica cosa marcia fosse la politica, ora ci accuseranno di essere pressapochisti in ogni nostro lavoro e di non essere mai seri e professionali...

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  2. Per piacere, mi sembra un post esagerato! Non facciamo passare il segnale che certe cose accadono solo in Italia!
    Sergio

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  3. Sergio, fino a prova contraria mi pare che certe cose accadano in quello che giorno dopo giorno mi pare sempre più simile ad una repubblica delle banane!
    Sah

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  4. Amor di Patria imporrebbe un doveroso silenzio. Non ci sono giustificazioni...niente! Un'altra grave offesa alla dignità del nostro paese-

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  5. Beh di certo on ne usciamo alla grande, ma son cose che succedono (purtroppo) anche in altri settori, in altri Paesi: la stupidità umana non ha confini.

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  6. Non so se il 2012 rappresenterà la fine del mondo, di certo pare sempre più la fine dell'Italia. Prima potevamo dire di essere ottime persone con una pessima classe politica, ora emerge che siamo inaffidabili in ciascun settore e commettiamo castronerie enormi!
    ANTONELLA

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  7. Certe cose solo in Italia!

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  8. Naturalmente lungi da me voler affermare che su certe cose noi italiani abbiamo il copyright. Diciamo piuttosto che dopo aver tenuto banco nelle discussioni di mezzo mondo perché "miccia" di una possibile crisi economica senza pari, grazie alla faciloneria del capitano Schettino, oggi, ritorniamo prepotentemente sulle prime pagine di ciascun Paese per un altro fatto altamente negativo.
    La stupidità umana non ha confini e non ha, soprattutto, nazionalità. Molto probabilmente quella tragedia sarebbe potuta accadere ovunque, ma è accaduta in Italia, con nave italiana e capitano italiano. E tanto basta agli altri per tornare ad additarci come i modelli negativi di uno stile di vita da non adottare...

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  9. Ha ragione Crozza che stasera a Ballarò ha detto: "Uno scoglio contro Schettino: il classico scontro fra due scoglioni!"

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  10. Per completare l'opera : è già ai domicialiari...

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