Se il capitano Schettino fosse stato protagonista di un romanzo, probabilmente l'autore non avrebbe calcato tanto la mano nel caratterizzarlo così negativamente. Troppo facile renderlo poco credibile, troppo incapace e antipatico per essere considerato "vero", più personaggio da fiaba che non da romanzo.
Invece, un po' per sfortuna, un po' per colpa, un po' perché lo sport preferito dei giornali in questi giorni è "sparare su Schettino", il capitano di Costa Concordia (da Crozza ribattezzato Costa Codardia, dalla stampa USA "Capitan Coniglio") ha finito per assumere i caratteri stereotipati dell'anti-eroe per antonomasia. Non solo incapace ma anche vile.
Se, nell'immaginario collettivo, quella del capitano è una figura romantica che deve affondare con la sua nave, Schettino si posiziona agli antipodi, inforcando per primo la scialuppa di salvataggio e mandando tutti al diavolo.
Ad inchiodarlo, ora, alle sue responsabilità c'è quella serie di disarmanti contatti radio tra la Capitaneria di Porto e il comandante in fuga. Quel "torni a bordo, cazzo!" urlato dal Capitano De Falco tradotto in tutte le lingue del mondo e subito celebrato da quegli italiani che non ci stanno ad essere "schettinizzati" agli occhi degli stranieri. Perché in tempi di crisi c'è soprattutto paura di venir stigmatizzati.
Ma c'è anche quella puerile giustificazione: "non sto scappando, sono caduto dalla nave nella scialuppa di salvataggio" (eh già, la sfiga: mentre quattromila persone tentano di abbandonare la nave, l'unico che lotta per restarci piomba sulla scialuppa), che forse ci brucia più di tutto ciò che ha combinato il capitano Schettino prima, durante e dopo il disastro. In pratica stava fuggendo a sua insaputa... vi ricorda nulla?
E poi, il giorno dopo, ancora a piede libero, dopo aver passato la notte in hotel mentre la pancia della sua nave celava ed uccideva una trentina di passeggeri, si presenta alla stampa, capello impomatato, per dire: "Lo scoglio non era sulle carte nautiche!". Ma come non era sulle carte nautiche!? Era lì da migliaia di anni, forse milioni, finché non lo sei andato a speronare intenzionalmente! E se non ci fosse stato lo scoglio, chissà, saresti stato capace di investire la stessa Isola del Giglio!!
Si spera che Schettino avesse fatto un corso e superato più di un esame, per arrivare a comandare una nave di 300 metri con 4000 persone a bordo. Perché, a naso, non mi stupirei se l'unica condizione per essere arruolato fosse stata quella di guardare dalla prima all'ultima puntata la serie "Love Boat".
E lì entra in gioco Costa Crociere, la quale, grazie all'ingombrante figura del capitano incapace si è sfilata rapidamente dalle proprie responsabilità ma... quel "capitano incapace" qualcuno l'avrà pure assunto, no?
E poi Schettino era forse solo su quella dannata nave? O era circondato da ufficiali? Possibile che stessero tutti ballando ed intrattenendo le bellezze di bordo?
E poi, il giorno dopo, ancora a piede libero, dopo aver passato la notte in hotel mentre la pancia della sua nave celava ed uccideva una trentina di passeggeri, si presenta alla stampa, capello impomatato, per dire: "Lo scoglio non era sulle carte nautiche!". Ma come non era sulle carte nautiche!? Era lì da migliaia di anni, forse milioni, finché non lo sei andato a speronare intenzionalmente! E se non ci fosse stato lo scoglio, chissà, saresti stato capace di investire la stessa Isola del Giglio!!
Si spera che Schettino avesse fatto un corso e superato più di un esame, per arrivare a comandare una nave di 300 metri con 4000 persone a bordo. Perché, a naso, non mi stupirei se l'unica condizione per essere arruolato fosse stata quella di guardare dalla prima all'ultima puntata la serie "Love Boat".
E lì entra in gioco Costa Crociere, la quale, grazie all'ingombrante figura del capitano incapace si è sfilata rapidamente dalle proprie responsabilità ma... quel "capitano incapace" qualcuno l'avrà pure assunto, no?
E poi Schettino era forse solo su quella dannata nave? O era circondato da ufficiali? Possibile che stessero tutti ballando ed intrattenendo le bellezze di bordo?
Indubbiamente quell'uomo non può essere una persona tanto cattiva, tanto incapace e negativa. A questo processo di demonizzazione avrà contribuito la stampa, che tutto tritura e stravolge senza possibilità di appello. Il Gip ha dimostrato di fidarsi del capitano, concedendogli i domiciliari.
Stupisce però che, in una situazione simile, la preoccupazione più grande dei magistrati non sia piantonarlo per paura che tenti l'insano gesto, quanto quella di sorvegliarlo perché non scappi. Ma forse ripeto, la mia idea del "capitano" è troppo romantica ed ancorata ai romanzi d'avventure ottocentesche. Probabilmente quel mondo, se mai è esistito, è sparito da tempo, come l'amor cortese cavalleresco.
Ad ogni modo, bisognerebbe evitare di calcare la mano. Inutile caricarlo di responsabilità. Inutile dipingerlo sempre più mostruosamente. E' colpevole ed ha inanellato una serie incredibile di errori e leggerezze. E' pure fuggito, dimostrando un egoismo senza pari.
Ma quanti Schettino conosciamo, nel nostro quotidiano?
Pensiamo all'America, che dopo aver prodotto la crisi, l'ha sbolognata alla Vecchia Europa, uscendosene con l'agilità di un felino. Pensiamo al sistema bancario, vera miccia della bomba, che continua ad imperare, riversando il costo delle misure prese dai governi per salvarlo sulla popolazione più debole.
Pensiamo alla Germania, che dall'Unione Europea ha preso solo i vantaggi (la caduta dei dazi ha favorito il suo export in modo esponenziale), ma non si vuole assumere la responsabilità di aiutare i Paesi in affanno e, da oltre un anno e mezzo, con i suoi assurdi dinieghi, ci tiene tutti sospesi sulla lama del rasoio.
Pensiamo poi alle corporazioni che soffocano l'Italia e che lottano quotidianamente perché il peso delle finanziarie d'emergenza sia scaricato sulle lobby meno potenti, o chi di lobby proprio non ne ha.
Pensiamo alla casta politica, che non governa e non legifera, salvo essere sempre pronta a varare per decreto aumenti di stipendio e compattarsi quando c'è da difendere i propri, inusitati, privilegi.
Pensiamo alla casta politica, che non governa e non legifera, salvo essere sempre pronta a varare per decreto aumenti di stipendio e compattarsi quando c'è da difendere i propri, inusitati, privilegi.
Pensiamo alle mafie e alle ecomafie, che inquinano ed avvelenano non solo la nostra economia, ma anche il nostro territorio.
Pensiamo agli evasori fiscali, che della comunità se ne sbattono, e a fronte di redditi sommesi di svariati milioni di euro non si fanno certo scrupolo di chiedere esenzioni e aiuti statali.
Insomma, il nostro quotidiano è pieno di egoismi, spesso ciclopici, espressi in molteplici forme. E la quasi totalità delle volte vengono ignorati. O peggio, accettati.
"Mors tua, vita mea" esisteva prima che Schettino ci illuminasse con la sua filosofia di vita. Alcuni diranno che il detto è, guardacaso, latino, dunque insito nel nostro DNA. I più cinici diranno anche che il "mors tua vita mea" è stato messo in scena alla perfezione dalla comunità viaggiante dalla nave: una platea per lo più anziana che, rinvigorita dalla paura di morire, ha saputo dare il peggio di sé, strattonando, spingendo, pestando il prossimo, fino sottrargli il salvagente e guardarlo affogare.
Alla luce di questi fatti il nome della nave, Concordia, pare proprio un beffardo gioco del destino, ma fotografa alla perfezione ciò che combina l'uomo, quotidianamente, in ogni campo, in ogni settore, in ogni lavoro.
"Mors tua, vita mea" esisteva prima che Schettino ci illuminasse con la sua filosofia di vita. Alcuni diranno che il detto è, guardacaso, latino, dunque insito nel nostro DNA. I più cinici diranno anche che il "mors tua vita mea" è stato messo in scena alla perfezione dalla comunità viaggiante dalla nave: una platea per lo più anziana che, rinvigorita dalla paura di morire, ha saputo dare il peggio di sé, strattonando, spingendo, pestando il prossimo, fino sottrargli il salvagente e guardarlo affogare.
Alla luce di questi fatti il nome della nave, Concordia, pare proprio un beffardo gioco del destino, ma fotografa alla perfezione ciò che combina l'uomo, quotidianamente, in ogni campo, in ogni settore, in ogni lavoro.
In questi giorni non vorrei che finissimo per essere quelli che guardano al dito e non alla luna, biasimando Schettino ed ignorando un'Europa alla deriva e priva di leaders incapaci di darle una rotta che, per gli stessi motivi, sta lentamente affondando.
Sarebbe il caso, dunque, di calarci nei panni del capitano De Falco: non un eroe, ma semplicemente uno che fa bene il lavoro che gli da da vivere. Se tutti, da domani, facessimo così, le cose inizierebbero subito ad andare meglio. Ma non è facile: e solo provandoci ci si rende conto di essere più Schettino di quanto non credessimo. Allora è lui ad essere anomalo o è la società ad essere malata?
Sarebbe il caso, dunque, di calarci nei panni del capitano De Falco: non un eroe, ma semplicemente uno che fa bene il lavoro che gli da da vivere. Se tutti, da domani, facessimo così, le cose inizierebbero subito ad andare meglio. Ma non è facile: e solo provandoci ci si rende conto di essere più Schettino di quanto non credessimo. Allora è lui ad essere anomalo o è la società ad essere malata?
____________

Un pezzo bellissimo e commuovente Carlo!
RispondiEliminaBravissimo!
ANTONELLA
Sul fatto che l'incompetenza e la spacconeria siano in ogni lavoro, dall'impiegata della posta al dirigente di banca, devo darti ragione. Così come sul fatto che là fuori c'è gente pronta a camminarti in testa per sopravvivere... che mondo schifoso!
RispondiEliminaSaipal
Non sarà una sua invenzione, ma per quell'uomo non ci sono scusanti...
RispondiEliminaSi presta molto, la tragica vicenda, a dei parallelismi, carissimo Carlo.
RispondiEliminaVorrei segnalare altri tre articoli che vi si sono cimentati, ciascuno a suo modo:
quello di Beppe Grillo:
http://www.beppegrillo.it/2012/01/carnival_italia/index.html
quello di Marco Travaglio:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/18/casta-crociere/184545/
quello del mio amico blogger Luca Rinaldoni:
http://uncadunca.leonardo.it/blog/sono_o_non_sono_il_capitano_uncino_2.html
Ma c'è un altra testimonianza, pubblicata sempre sul blog di Grillo, che estende il discorso, dalla spettacolare inadeguatezza tecnica ed etica del comandante, alla situazione di "normale degrado" delle condizioni di lavoro su quella nave:
http://www.beppegrillo.it/2012/01/lequipaggio_del/index.html
Per rispondee alla tua domanda finale, credo nessuna delle due. Schettino non è sicuramente anomalo, come giustamente fai notare il mondo è pieno di personaggi del genere che, sono d'accordo con te, è giusto che paghino ma non ha senso demonizzare.
RispondiEliminaMa la società non è malata, non nel senso che sono tutti così. A fianco di Schettino c'era Giampedroni che si è sacrificato dopo aver messo in salvo varie persone ed è stato trovato per miracolo, c'è quel ragazzo che ha ceduto il suo posto in scialuppa ad un bambino ed ora risulta fra i dispersi, c'è l'equipaggio che, dopo mezz'ora di tentennamenti del capitano, si è ammutinato e ha dato il via all'evacuazione.
Così come a fianco delle lobby e della casta ci sono giornalisti che cercano di denunciare le ingiustizie, a fianco della mafia ci sono giudici e pm che, nonostante le minacce, cercano di combatterla, a fianco degli evasori c'è chi non accetta neanche un caffè senza scontrino.
Insomma, di Schettino e Giampedroni (non De Falco che, come giustamente dici, è bravo e competente, ma non eroe) ce ne sono ovunque e ce ne saranno sempre. Schettino, sinceramente, dalle risposte che ha dato non mi sembrava proprio in sé: non so se fosse strafatto o se semplicemente il suo cervello, di fronte all'emergenza, sia andato in tilt, fatto sta che non era certo la persona giusta per dirigere una nave di quella portata (ma probabilmente neanche un gommone) perchè non era in grado di gestire l'emergenza. E se è umano celebrare l'eroismo, penso sia altrettanto umano demonizzare i colpevoli, perchè la gente deve esorcizzare in qualche modo la negatività che la circonda, deve placare la propria rabbia di fronte a nefandezze di questa portata. Poi non è giusto, sono d'accordo, ma è umano.
In fondo, non demonizziamo anche i politici che ci portano alla deriva? E allora perchè non demonizzare Schettino, che con la sua incompetenza e vigliaccheria ha portato alla morte 32 persone? Anche perchè, per come sembra siano andate le cose, non vedo molti altri responsabili in questa vicenda (l'equipaggio si è addirittura ammutinato per far evacuare la nave), se non la Costa che, come minimo, deve rivedere le sue procedure di selezione del personale, soprattutto dei capitani.
Barbara
@ Barbara. Vedo che la pensiamo sostanzialmente allo stesso modo. Con l'unica differenza che tu il bicchiere lo vedi 'mezzo pieno' e affianchi alla mia lista degli Schettino la tua dei Giampedroni (che, per intenderci, non considero affatto un eroe: ha fatto solo il suo dovere. Quello per cui è pagato. Ciò che dice il codice della navigazione e, se c'è, quello deontologico della sua professione. Se lo consideriamo 'eroe' è proprio perché chi fa il proprio dovere è una mosca bianca).
RispondiEliminaIo sono portato a vedere il bicchiere 'mezzo vuoto' perché temo che gli Schettino abbondino sui Giampedroni. Del resto l'Italia è ai vertici nelle classifiche stilate in tema di corruzione, evasione fiscale e penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto sociale. Dunque credo la si possa considerare 'malata' con una certa cognizione di causa. Del resto, a lv. europeo, chi ci seguiva in queste liste era la Grecia, e non è che sia finita bene. Se quello è il nostro futuro, sarebbe bene iniziare ad inghiottire antibiotici, no?
@ Franz: anzitutto grazie per essere passato. Ti so in "mobilitazione" assieme a tutta la tua categoria, dunque apprezzo davvero molto il fatto che abbia trovato il tempo di leggiucchiare ciò che scrivo.
Grazie poi per aver ancora una volta contribuito ad ampliare la discussione portando i link di articoli scritti sul medesimo tema.
Ti dirò che, inizialmente, volevo scrivere anche io qualcosa sulla falsariga dei pezzi di Grillo e Travaglio (naturalmente non ne sarei mai stato all'altezza, dato che sono davvero 'divertenti'), ma poi ho preferito allargare la visione. Un po' perché altrimenti sarebbe stato troppo facile rispondermi che "ho la fissa di Berlusconi" e lo vedo ovunque. Un po' perché, per quanto interessanti, propongono chiavi di lettura bidimensionali, eccessivamente semplificate e quelle preferirei lasciarle agli stranieri che hanno fretta di stigmatizzarci senza interessarsi davvero al problema (ne ho parlato a lungo in questi giorni, con Barbara).
Allora ho scelto di allargare la visuale e di includere negli egoismi anche il resto d'Europa e persino gli States... del resto non è che loro "navighino in buone acque" (per continuare sul tema!).
Con questo non voglio dire che chi si è lasciato andare a certi parallelismi abbia peccato di leggerezza, però ci penseranno già gli streanieri ad affibiarci certi pregiudizi, facciamo veder loro che tutto il mondo è paese!
Quanta tristezza, in ogni campo troviamo ignoranza, egoismi, pressapochismi e stupidità da vendere.
RispondiEliminaIslio