Il Professore due settimane fa aveva detto: "lo spread scenderà entro dieci giorni!" e quella brutta bestia indomabile del differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi, che era riuscito laddove il centro-sinistra, la magistratura e la Costituzione avevano fallito, ovvero mandare a casa Berlusconi (575pt.), all'indomani delle liberalizzazioni si è effettivamente ridimensionato: 415 punti.
Ancora tanto, se si considera che prima che iniziasse l'attacco speculativo di Agosto veleggiava sotto i 200; ancora troppo, se si pensa che il governo Berlusconi ha iniziato a traballare a Ottobre, quando lo spread toccava cifre simili; ma ben lontano dalle vette insostenibili alle quali, nostro malgrado, iniziavamo abituarci e che oscillavano tra i 500 ed i i 550 punti.
La febbre, insomma, pare che stia lentamente passando. Forse nemmeno troppo lentamente, considerato che, grafici alla mano, il picco massimo aveva mostrato un brusco cedimento contestualmente alle dimissioni di Silvio Berlusconi, per poi continuare la sua caduta, salvo qualche picchio, sotto il governo Monti. Questo con buona pace di chi ancora sosteneva che lo spread e la scarsa credibilità dell'Italia berlusconiana non andassero di pari-passo, influenzandosi negativamente l'un con l'altro.
Ad estrema riprova di ciò, il fatto che sia bastato tradurre su carta una finanziaria "lacrime e sangue" il cui baricentro grava per intero sulle classi più povere e che avrebbe potuto fare benissimo anche Tremonti, per ottenere dai mercati i primi -timidi- risultati positivi di Gennaio, ora seguiti da un più deciso ribasso che certo non può dirsi collegato alla "fase due", che ha portato con sé solo liberalizzazioni all'acqua di rose.
Insomma, ancora una volta lo spread si dimostra essere soprattutto la paura che hanno gli investitori nell'investire in un Paese che possa essere mal gestito e, in quanto tale, viaggia dunque slegato dall'effettiva portata delle manovre poste in essere dall'esecutivo (per onestà intellettuale bisogna ammettere che, ancorché esigue, simili manovre non sarebbero mai state prese da un Governo politico, la cui preoccupazione più grande è quella di scontentare i propri elettori, dunque rappresentano in senso lato delle vere e proprie "rivoluzioni").
Monti non ha fatto alcun miracolo, e la reale portata delle due fasi appena concluse ne è la prova. La realtà dei fatti è che il mondo finanziario ha licenziato Berlusconi, un politico che ha sempre disdegnato tale classificazione preferendo quella dell'"imprenditore".
E se il mondo imprenditoriale può imprestare alla politica un suo esponente, deciso a guidare la cosa pubblica come se fosse una sua azienda, allora bisogna accettare che l'osmosi tra i due sistemi vada anche al contrario e che un politico possa essere "stroncato" dai mercati. Davvero un risvolto tragicomico. All'italiana.
E se il mondo imprenditoriale può imprestare alla politica un suo esponente, deciso a guidare la cosa pubblica come se fosse una sua azienda, allora bisogna accettare che l'osmosi tra i due sistemi vada anche al contrario e che un politico possa essere "stroncato" dai mercati. Davvero un risvolto tragicomico. All'italiana.
______________


I tuoi titoli sono sempre stupendi!
RispondiEliminaPaolo77
Ciao, carissimo.
RispondiEliminaUna lotta fra poteri diversi, in definitiva, ci ha liberati dal clown di Arcore, sostituendogli un affidabile esecutore delle direttive della finanza europea e internazionale.
La libertà bisogna conquistarsela, e purtroppo ciò non è successo.
Siamo nelle mani di un governo che non abbiamo scelto (sia pur indirettamente, cioè col voto) e che non rappresenta il vero interesse della nostra popolazione, a cui viene e verrà sempre più riservata una perdita di diritti e di garanzie sociali, oltre che di ricchezza.
Stavolta la pessimista sono io. Sono d’accordo sul fatto che lo spread non rispecchi altro che la mancanza di fiducia nei nostri confronti, però con Monti la situazione non mi sembra migliorata, anzi, mi sembra piuttosto stabile. Se paragoni lo spread di oggi a quello della crisi di novembre, infatti, non puoi che vedere un miglioramento, ma se poi guardi un po’ più indietro ti accorgi che oggi siamo messi come 6 mesi fa, forse un po’ peggio, ma comunque non brillavamo allora e non brilliamo adesso. Insomma, mi sembra un po’ presto per dire che la febbre stia passando. Soprattutto se continuano ad abbassarci il rating.
RispondiEliminaBarbara
@ Caro Franz, non sono certo un montiano e non condivido il 90% delle manovre viste fin'ora, tanto quelle sul versante delle tasse (che gravano sui ceti più deboli), tanto quelle sullo sviluppo (le vere liberalizzazioni sono tutta un'altra cosa).
RispondiEliminaPerò non direi né che è un governo "non-democratico" (resta espressione di un parlamento che, con tutti i limiti del porcellum, è comunque eletto democraticamente), né che è espressione di chissà quali oscuri poteri finanziari o europei. E' semplicemente un governo di centro-dx normale. Di quelli come se ne vedono in Germania, Spagna, Francia... e forse è per quello che non siamo d'accordo col 90% delle sue riforme.
Anzi, a ben vedere, sul lato delle liberalizzazioni (quelle vere, accompagnate soprattutto dalla liberalizzazione delle tariffe e dall'abolizione degli ordini professionali), è fin troppo mite e non raggiunge certo la media del centro-dx europeo.
@ Barbara: Ripeto, Monti non ha fatto il miracolo. Nessuno se lo aspettava, e probabilmente per certe cose ci vorrà pure del tempo (la fiducia non si riguadagna dall'oggi al domani). Ad ogni modo resta significativo non solo il picco, toccato e svanito nel giorno in cui Berlusconi si è dimesso, ma anche il fatto che la situazione sia andata migliorando senza vedere chissà quali riforme.
Secondo voi il nostro Paese, con queste liberalizzazioni all'acqua di rose e queste manovre che allargheranno soltanto la fascia di povertà, reprimendo i consumi, migliorerà?
Sicuramente no, ma nell'ottica dei mercati è stato sufficiente che Berlusconi si togliesse di mezzo per rimediare a gran parte del problema.
E questo era ciò che volevo sottolineare nel pezzo.
Ci sta tirando fuori dalla merda... per fortuna.
RispondiEliminaIodio