martedì 20 dicembre 2011

SULLA STESSA LUNGHEZZA D'ONDA


Forse, anche se in zona Cesarini, ad una delle numerose (se ne contano oltre 40) leggi ad personam/ad aziendam di Berlusconi sarà impedito di vedere la luce. Parlo naturalmente di quella che avrebbe istituito il cd. beauty contest, ovvero un'assegnazione a titolo gratuito delle frequenze rimaste libere del digitale terrestre. L'etere, che è di proprietà dello Stato, al pari di una spiaggia, di un fiume o di un monte, sarebbe dovuto esser ceduto in modo proporzionale agli altri maggiori detentori delle frequenze televisive. Nemmeno un regalo a fondazioni e associazioni no profit: no, le briciole sarebbero state spartite tra Rai e Mediaset.
Ma se lo Stato non si sognerebbe mai di vendere una spiaggia (qualche "folle" ci aveva pensato) -al più le concede in affitto per lunghi periodi di tempo-, viene da chiedersi allora come mai si sarebbe liberato, senza troppi ripensamenti, di un bene che, negli altri Paesi, ha saputo fruttare tra i 4 ed i 5 miliardi di euro. Un sesto dell'attuale manovra economica di Monti!
Senza considerare che i beneficiari del regalo, a loro volta, avrebbero potuto rivendere le medesime frequenze ma, questa volta, a titolo oneroso (se il Berlusconi legislatore regala al Berlusconi imprenditore un bene statale e questi ne trae un ingiusto guadagno, non è forse peculato?)
Una ingiustizia bella e buona, soprattutto ora che l'Italia si trova nell'evidente difficoltà di risanare il proprio debito pubblico raschiando il fondo del barile da statali e pensionati.
Sabato da Fabio Fazio il ministro per lo Sviluppo Corrado Passera è stato chiaro: "Di fronte ai sacrifici chiesti agli italiani, pensare che un bene di Stato possa essere dato gratuitamente non è tollerabile. Verosimilmente non lo tollereremo."
Dal canto suo Berlusconi ieri, nella pausa del processo Mills, ha nuovamente affermato: "Con il diffondersi delle frequenze queste non hanno più valore in quanto i costi per i loro contenuti superano grandemente i ritorni che si possono avere. Non credo che ci sia qualcuno particolarmente interessato a un investimento per ottenere la frequenza." Come a dire: per non correre il rischio di chiudere infruttuosamente l'asta, tanto vale regalarmene.
Ad ogni modo, le parole del Cavaliere ci rasserenano: se la sua azienda di famiglia non è interessata a quelle frequenze, allora i maligni non hanno modo di credere e paventare che, in Parlamento, il PDL tenterà di ostacolare con ogni mezzo la relativa proposta di legge.
E se poi l'asta dovesse chiudersi con un bel nulla di fatto, pazienza: quel bene pubblico rimarrà sempre nelle casse dello Stato e potrà essere magari (s)venduto in un prossimo futuro qualora ve ne fosse l'urgenza.

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6 commenti:

  1. Le parole di Passera mi confortano. Spero che questo Governo sia fermo nel metterle in pratica e non si lasci condizionare dalla maggioranza parlamentare ancora saldamente in mano al PdL.

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  2. Non saprei, se il PDL toglie l'appoggio, casca tutto. Berlusconi sa di avere la golden share ed è abbastanza egoista da poterla esercitare in qualsiasi momento (forse però preferirà ricattare sul piano di riforme della giustizia?). Monti avrà il coraggio di sfidarlo? Non ha avuto il coraggio di inserire aumento Irpef e patrimoniale nella manovra...
    Auguri a tutti
    Frà

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  3. La volpe e l'uva, non le vuole, ma si era fatto la legge per averle gratis!
    Sah

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  4. Saremo funestati fino alla fine dei nostri giorni dagli strascichi velenosi delle sue numerose leggi ad personam!

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  5. Solo una visita brevissima per augurarti un lieto Natale e un 2012 ricco di esperienze positive.

    Milvia

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  6. @ Rear Window: già, è sicuramente un buon inizio.

    @ Frà: Io penso che proverà a farlo. Perché un uomo del suo calibro e della sua reputazione dovrebbe giocarsi la carriera facendo da prestanome di Berlusconi coprendogli le malefatte legislative?

    @ Milvia: grazie mille! Auguroni anche a te e ai tuoi cari.

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