martedì 27 dicembre 2011

PAZZI DA LEGA-RE

Partirà stasera la tre giorni tutta leghista "Berghém frecc" nella quale la riscoperta Lega secessionista sbraiterà, ringhierà e rutterà contro il governo Monti, le tasse, l'Imu (introdotta guardacaso dal federalismo fiscale), la riforma delle pensioni (che ha solo permesso all'Italia di allinearsi alla media europea) e, soprattutto, contro Roma ladrona.
Facile prevedere, dopo le buffonate platealmente messe in scena a favore di telecamera nei giorni della fiducia all'ultima manovra (la deputata leghista vestita da operaio e la bagarre in Senato capeggiata dall'ex ministro Calderoli), toni accesi, parole forti e provocazioni destinate alle prime pagine dei giornali.
Del resto il partito di Bossi, per aver condotto il Paese sull'orlo del baratro ed appoggiato fino all'ultimo Berlusconi, è in caduta libera di consensi e dovrà riguadagnare la fiducia della propria base quanto prima se vuole mantenere una posizione di tutto rispetto nell'emiciclo parlamentare.
Peccato solo che non esista una sorta di "libro nero" del politico, sulla falsariga di quello che conservano le banche e gli istituti di credito. Così come un imprenditore fallito viene allontanato dal mondo dell'impresa ed un cattivo debitore dalla possibilità di ottenere nuovo credito, bisognerebbe anche marchiare a fuoco i politici che ci hanno traghettato ad un passo dallo sfacelo.
Troppo facile, per la Lega, passare al contrattacco, schierarsi dalla parte dei cittadini più deboli ed inscenare scadenti pantomime riesumate dal loro repertorio del 1994, dopo esser stati alla guida del Paese negli ultimi 18 anni ed aver avvallato, in silenzio, le leggi ad personam di Berlusconi.
Troppo facile, ora, cadere dal pero, risvegliarsi dal lungo sonno della convenienza politica e puntare i piedi contro manovre emergenziali che la loro stessa acclarata incapacità ha contribuito a rendere obbligatorie per la nostra salvezza.
Troppo facile e assai ipocrita smarcarsi dalla pesante responsabilità pubblica che portano sulle spalle, allontanarsi da un Berlusconi ormai appestato e giocare il tutto per tutto sperando nella proverbiale "cattiva memoria" degli italiani.
Ma certe cose non possono e non devono essere dimenticate! La Lega Nord, assieme al PDL, ha portato l'Italia alla rovina ed il fallimento è tutt'altro che scongiurato. Invece di fare mea culpa, e cospargersi il capo di cenere il Carroccio che combina? Esibisce un rinnovato scarso senso dello Stato e subito approfitta di questo fragile periodo di decantazione per fare campagna elettorale e ripulirsi dal lordume che tutti questi anni di malgoverno gli hanno appiccicato addosso.
Resta da sperare che gli italiani, specie quelli che rincorrono le sirene padane, conservino in modo nitido in mente il ricordo che Bossi, Calderoli, Maroni e celtica compagnia sono POLITICI FALLITI, da evitare come la peste. Ed è già tanto che non si possa andare a chieder loro i danni, perché il peso di questa manovra economica d'emergenza dovrebbe essere sopportato solo da questi sedicenti professionisti della politica.

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10 commenti:

  1. parole sante, parole sante
    Sah

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  2. Premetto di non essere leghista, però non penso che l'Italia sia stata portata alla rovina dalla Lega e tantomeno da Berlusconi. Penso che la rovina dell'Italia sia iniziata molto prima, con Craxi e compagnia bella, mentre Berlusconi e i suoi hanno solo continuato l'opera traendone il massimo vantaggio per loro stessi. Mi sento però di riconoscere a Bossi di essere stato l'unico, in questi 20 anni, a non voler cedere su alcuni punti come ad esempio le pensioni. Solo in questo ultimo anno non so quante volte ha minacciato di far cadere il governo se riformava le pensioni o aumentava a limiti insostenibili la pressione fiscale. E infatti sono tutte cose approvate con la caduta di Berlusconi.
    Insomma, non è vero che sbraita solo ora per cercare consensi: su certe cose ha sempre sbraitato e almeno questo dobbiamo riconoscerlo.

    Barbara

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  3. Non si può proprio dire che la Lega su certe cose abbia sempre sbraitato, cara Barbara.
    Al più possiamo convergere sul punto che, in tutti questi anni, il movimento del senatùr abbia fatto il doppio gioco sporco, sdoppiandosi in una Lega di governo pacata e servile a B. ed una Lega di lotta populista e un po' grilliana-dipietrista. Eppure, in tutto questo lungo periodo in cui ha occupato gli scranni del potere della Roma-ladrona, non ha mai proposto una legge contro la corruzione, contro gli sprechi, contro i conflitti di interesse, i monopoli che rendono l'economia stagnante, contro il malaffare da sempre avversato in campagna elettorale, dico bene? Anzi, proprio Calderoli, leghista della prima ora, è firmatario di quel 'porcellum' che è tutto il contrario di quei principi di democrazia e trasparenza che la Lega a tratti vorrebbe inseguire.
    Questo per non parlare poi del solco tracciato nei confronti dei propri ideali e dell'elettorato legandosi a Berlusconi fino al momento della sua caduta: la Lega ha inghiottito rospi e avvallato leggi vergogna senza fiatare, salvo fingere di ricattare il governo con quell'ultimatum di cartapesta che i più avranno certo dimenticato, anche perché risale a due estati fa.
    E questo non lo dico io: lo dice la base silenziata e censurata a Radio Padania e lo ha detto un riottoso d'alto lignaggio come il sindaco di Verona Toai, rientrato negli argini quando ha rischiato l'espulsione dal partito ("Tosi è uno stronzo" pronunciato da Bossi)

    Detto ciò, ora trovo che sia innegabile che la Lega sia in campagna elettorale. I sondaggi l'hanno vista ridimensionarsi di settimana in settimana e subito il Carroccio approfitta della situazione un po' peculiare per smarcarsi dalle pesanti responsabilità politiche e ripescare dalla naftalina le ideologie degli albori, lungamente impolverate negli anni della Lega dei salotti romani.
    Ma come si può criticare una manovra emergenziale dopo che loro stessi hanno creato l'emergenza (che il debito italiano abbia radici profonde è fuori di dubbio, ma dimmi: la crisi attuale è legata al debito o alla recente mancanza di credibilità?).
    Sarebbe bastato metter mano ad una manovra economica seria e drastica, quando la BCE ce lo ha chiesto agli inizi di Agosto, per evitare forse lo sfacelo attuale. E dire che la stessa Lega ha sempre combattuto contro le lobbies ed i poteri forti: firmare una manovra che abolisse ordini e corporazioni varie, che oggi come oggi ostacolano solo l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro sarebbe stato un buon inizio e qualcosa che permettesse di rendere un po' più simile questa strama dx italiana xenofoba alla dx europea.
    Invece non ha fatto nulla e ora critica. E' come se il piromane si lamentasse dei danni causati dall'allagamento seguito all'intervento dei vigili del fuoco...

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  4. Aggiungo qui l'ultima parte della risposta, dato che avevo esaurito il limite di spazio disponibile: Bossi ha minacciato di continuo di far cadere il governo, ma non è mai passato dalle parole ai fatti. Anzi, con ogni probabilità gli si può imputare proprio il fatto di non aver provveduto: nuove elezioni ci avrebbero potuto salvare dall'ondata speculativa dell'autunno o, se non altro, avremmo potuto staccare la spina ad un esecutivo che poi è caduto da sé quand'era ormai troppo tardi.
    Senza considerare che se da un lato Bossi ha difeso le pensioni, dall'altro ha sempre taciuto sugli sgravi fiscali voluti dal PDL per i ricchi (condono fiscale per gli evasori con minimi costi e garanzia dell’anonimato; taglio delle tasse per i proprietari di seconde e terze case, grazie alla cedolare secca; Ici esente anche per i più abbienti, Ici esente per la Chiesa) ed era favorevole al balzello sull'Irpef previsto da Tremonti per quella manovra che poi -fortunatamente- non sono riusciti ad ultimare. L'aumento dell'Irpef avrebbe infatti danneggiato i piccoli risparmiatori molto più del ritorno dell'Ici.
    Questo poi per tacer del fatto che l'Imu, anticipata al 2012 da Monti, fosse cmq prevista dal federalismo fiscale ma a scoppio ritardato, in modo da danneggiare eventualmente il prossimo governo in carica.
    Finisco ricordando che Bossi avrà pure puntato i piedi sulle tasse, ma la Banca d'Italia ha recentemente confermato il fatto che durante il governo B. la pressione fiscale ha continuato a crescere, raggiungendo e superando la soglia critica del 45% del PIL.

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  5. Concordo, la Lega si è dimostrato il movimento più infido e doppiogiochista, alternando slogan secessionistici a strategie politiche da Prima Repubblica marcate DC.
    Sono arrivati a minacciare persino la loro stessa Imu!
    Fanno ribrezzo.
    Francesco B.

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  6. Franco Colombo27/dic/2011 23:36:00

    poveretti !!! sono come dei topi presi mentre rubano il formaggio.. E per illudersi di essere ancora vivi non si vergognano di portare in piazza la mummia di bossi come se fosse ancora mentalmente lucido.. una squallida riedizione dei primo maggio di Breznev

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  7. La Lega è quanto di più sfacciatamente demagogo e populista l'Italia abbia prodotto negli ultimi 20 anni, superando persino il cosidetto Partito dell'Amore. Troppo facile gridare "Roma Ladrona" e poi essere i soli ad appoggiare qualsiasi legge ad personam promossa dal più ladrone di tutti. Troppo facile parlare di riforme e poi non realizzarne neppure una. Troppo facile ora cercare di rifarsi una verginità con un'opposizione che è funzionale solo al tentativo (mi auguro infruttuoso) di far dimenticare il NULLA fatto quando si era al Governo!

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  8. Se dichiarassimo falliti Bossi e i suoi dovreste prima, per coerenza, allontanare dalla politica la progenie socialista-craxiana e ciò che resta della DC.
    Mirmo.

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  9. Non ci siamo capiti. Neanch'io difendo l'operato della Lega però, pur non essendo il partito da cui mi sento rappresentata, non mi sento di condividere le colpe che gli addossi. La crisi credo sia dovuta più al debito e alla vergognosa politica parassita inaugurata 40 anni fa, mentre su certe questioni non si può proprio dire che Bossi stia alzando la voce solo adesso. Sono cose che ha sempre detto anche quando era al governo, altrimenti Berlusconi una manovra del genere l'avrebbe fatta prima di Monti. Quest'estate si leggeva un giorno si e uno no di come Berlusconi volesse riformare le pensioni per andare incontro alle richieste dell'Europa, ma fosse bloccato dal continuo ostruzionismo di Bossi. Poi, si può condividere o meno la sua posizione, ma non si può certo dire che siano argomenti che ha tirato fuori ora.
    Rimane poi vero che ha avvallato leggi vergognose e non ha fatto certo fatica ad uniformarsi a tutto quel "magna magna" che tanto odiava. Per questo si che mi sento di dargli dell'ipocrita e non perchè ora grida contro alle pensioni e alle tasse, che è forse l'unica cosa in cui è stato coerente.

    Barbara

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  10. @ Barbara: per me la crisi dipende proprio da Bossi e Berlusconi. Hanno ereditato un Paese con un debito folle, hanno detto in mondovisione le loro cazzate e i nostri creditori si sono spaventati. D'accordo, ci sarà anche la speculazione dietro, ma non si nega che nessuno sarebbe tranquillo se il proprio debito fosse gestito da questo duo malefico e malsano. Uno è un imprenditore che si è buttato in politica per non fallire ed ha tutt'oggi mille carichi pendenti. L'altro è un contadinotto lombardo tirato su dalla grana del primo, che oggi versa oltretutto in condizioni di salute che lo rendono ancora più precario e poco credibile.
    La crisi l'hanno creata LORO. E la colpa è tutta LORO. Craxi ed Andreotti avranno fatto il buco, ma fino a pochi anni fa quel buco era tollerato da tutti e ci permetteva di continuare a emettere nuovo debito. Poi arrivano loro con le loro mosse dittatoriali, gli scandali sessuali, le corruzioni acclarate e mai nascoste, e il mondo della finanza ci si chiude a riccio, guardacaso!
    Come non addossargli tutte le colpe?
    E ora che fanno? Sputano sul governo tecnico!! Se non è bieca ipocrisia da campagna elettorale questa.
    Non dimentichiamo poi che Bossi ha sempre abbaiato e mai morso: il partito suo è retto dal dané di Berlusconi, quindi quando difendeva le pensioni e ringhiava alle tasse stava solo facendo campagna elettorale per non perdere consensi.
    Sembra scemo quello, ma è una volpe capace di metterci tutti in saccoccia!

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