sabato 3 dicembre 2011

LA SFIDA DI MONTI: TRASFORMARE LA RAI IN UN SERVIZIO PUBBLICO

Ha suscitato forti polemiche il fatto che il presidente del Consiglio Monti Lunedì sarà a Porta a Porta per illustrare la maxi-manovra che tutti -soprattutto il ceto medio e quello povero- temono. Di Pietro ha ironizzato parlando dello studio di Vespa quale la "terza Camera" del Parlamento, dall'UDC si sono levati commenti non meno taglienti. Il PD, al solito, tace.
Questa volta, però, la polemica mi sembra sia totalmente fuori luogo. Anzi, l'agire di Monti dovrebbe essere interpretato solo alla luce del fatto che il premier abbia una personalità ben diversa da quella del figuro che lo ha preceduto. Non sarà quindi una serata all'insegna dell'avanspettacolo, zeppa di ballerine, barzellette e cabaret, studiata fin nei dettagli dagli autori più in voga a Mediaset per indorare al pubblico beota collegato da casa l'amara pillola. Semmai, quella in onda sull'ammiraglia Rai, rischia di essere una trasmissione noiosa, "tecnica", piena di paroloni difficili e riferimenti ad un mondo dell'alta finanza che i più quasi totalmente ignorano.
Allora, dico io, perché guardare con malizia alla decisione di Monti di restituire, finalmente, alla RAI il proprio ruolo di servizio pubblico?  Perché piovono critiche se ha deciso di rispolverare quella qualità di "televisione di Stato" che la rende naturale megafono delle comunicazioni istituzionali? Perché, soprattutto, chiedere di organizzare, al posto dell'esclusiva di Vespa, una conferenza stampa alle quali le emittenti possano o meno collegarsi -lo vorrebbe l'Aduc-? Per permettere forse anche a Mediaset di trattare lo speciale?
No: la televisione di Stato è una ed i contribuenti la finanziano anche e soprattutto per questo genere di servizi. 
Dimentichiamo quindi le innaturali commistioni tra res publica, privato, reti aziendali e servizio pubblico alle quali l'altro premier ci aveva, ormai, abituato. Rientriamo nell'ordine di idee pulito ed ordinato che esisteva prima di questo lungo, velenoso e deleterio, ventennio, durante il quale troppi paletti sono venuti meno, troppe guarentigie democratiche sono saltate, troppe authorities azzerate o ridotte al ruolo di semplice presenza scenica.
Per le polemiche sull'operato di Mario Monti attendiamo, almeno, di avere sotto il naso il suo "pacchetto" di riforme. Criticarlo con tanto anticipo ora fa solo il gioco dei tanti politici invidiosi del fatto che il Professore, dopo aver sottratto loro il Parlamento, sottragga anche le luci della ribalta. I politici, del resto, possono anche vivere lontano dalla politica, ma non dai salotti televisivi...

_____________

3 commenti:

  1. Non mi piace che Vespa abbia questa soddisfazione perchè non lo merita in quanto si è dato al gossip da tanti anni e ad essere un lecchino del potente di turno, soprattutto di Berlusconi, per coprirgli ogni tipo di balla, politica o personale. Non è un giornalista serio, imparziale, ma così penserà di esserlo!

    RispondiElimina
  2. Mah... non saprei. Io avrei preferito un segno di discontinuità col passato più netto e deciso. Non sono sicuro che un passaggio televisivo in questo momento sia la scelta più indicata, e tantomeno nel salotto berlusconiano per eccellenza. E' una decisione che magari è stata fatta in buona fede, ma che può dar adito a fraintendimenti e, per questo motivo, da evitare perlomeno adesso.

    RispondiElimina
  3. Io sono d'accordo con Carlo ma anche con i vostri dubbi: è una buona cosa spiegare la manovra in televisione, ma non è giusto che sia Vespa ad ospitare il premer. Ciò detto è indubbio che la RAI sia il luogo deputato a fare servizio pubblico.

    RispondiElimina

Saranno eliminate eventuali dichiarazioni calunniose, ingiuriose, diffamatorie e scurrili. Si prega di contribuire alla discussione in modo civile e corretto.