Una svolta inattesa per questo spazio. Ci si accinge, finalmente, a parlare di politica. Non più di barzellette sporche, di gaffe, di bizze senili, di colui il quale, per quasi vent'anni, è rimasto al governo credendo che il Paese si conducesse come il Bagaglino.
Abbiamo dovuto rasentare la perdizione. Abbiamo dovuto sopportare l'umiliazione. Abbiamo dovuto cedere ai commissariamenti. Molto presto dovremo anche mettere mano al portafogli e contribuire di tasca nostra.
Ma alla fine ce la stiamo facendo: tutto questo disastro, tutta questa tragedia, tutta questa rovina, sarà pur servita a qualcosa! Sarà servita a dimenticare Berlusconi e la sua dittatura delle paillettes; sarà servita a dimenticare ministri del calibro di Carfagna e Brambilla; sarà servita a dimenticare le interperanze di La Russa e Brunetta; sarà servita a dimenticare le sospette collusioni con la mafia del ministro Romano; sarà servita a dimenticare bunga bunga e mirabolanti carriere politiche di igieniste dentali; sarà servita a dimenticare le schiere di giornalisti servi e la loro turpe macchina del fango; sarà servita a dimenticare le umiliazioni e l'isolamento internazionale; sarà servita a dimenticare le risatine di Merkel e Sarkozy, che ancora ci fanno male fin nel profondo.
Berlusconi non monopolizzerà più questi articoli, non turberà più il nostro riposo, non metterà più a rischio il nostro futuro. Ha perso il veleno, ora è un vecchio innocuo. La storia recente ci insegna comunque ad essere cauti, quando c'è di mezzo lui, perché col Caimano i colpi di coda sono sempre possibili e repentini. Allora sbrighiamoci ad accantonarlo; affrettiamoci a obliarlo.
Il modo migliore è dar vita ad un esecutivo di tecnici e personalità di spicco, che si siano sempre tenuti fuori dall'agone politico. Personalità apprezzate in Europa e non derise, ascoltate e non assecondate. E se Mario Monti, da ieri senatore a vita, ha i numeri per diventare il "premier pro-tempore" che stiamo aspettando, ben venga: si accomodi. La "mission impossible" è tutta sua: azzerare il debito italiano, ridare credibilità al Paese, riformare lavoro e previdenza sociale... forse sarà un po' troppo per un uomo solo? Non si rischia di (s)cadere ancora in quella pericolosa ricerca del "super-uomo" che nel '94 ci portò a legarci a vita al Teleimbonitore di Arcore? Il rischio effettivamente c'è, come c'è, però, una differenza che vi invito a notare: fino ad oggi Mario Monti, presidente del Consiglio in pectore di Napolitano, ma anche dell'Unione europea e dell'FMI, non ha mai rilasciato una sola intervista, non ha mai fatto promesse miracolose. Possiamo già immaginarcelo al lavoro con le maniche rimboccate, matita in equilibrio su di un orecchio e calcolatrice ben salda nel pugno. E tanto ci basta.
E con Berlusconi, speriamo di poter dimenticare altrettanto in fretta anche l'anti-berlusconi per eccellenza: Antonio Di Pietro (che non nascondo di aver votato), deciso egoisticamente a far saltare l'ipotesi del governo tecnico. Siamo stufi di simili protagonismi, siamo stanchi di questi azzeccagarbugli della politica, di questi sconclusionati urlatori delle tribune televisive, abituati solo a ripetere, come un mantra "non mi interrompere, sto parlando!". Vogliamo personalità politiche che sappiano parlare con un tono di voce normale, semplicemente perché consapevoli che vale più il concetto espresso rispetto al come viene detto. Vogliamo personalità politiche che non si sognerebbero mai di urlare e scalmanarsi, perché quando parlano, il rispetto e la reverenza nei loro confronti sono tali da far tacere tutti gli altri. E, se possibile, vogliamo personalità che disdegnino i salotti televisivi non come Berlusconi, che teme confronti e contradditori, ma perché indaffarati a ricostruire un Paese...
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Non credo riuscirà nella mission impossible che dici tu, non ne ha il tempo, però un governo tecnico con lui alla guida potrà sicuramente ridarci credibilità e speranza fino alle prossime elezioni. La mia paura è che, una volta che andremo a votare, si ricomincerà come prima, perchè la gente è sempre quella (se escludiamo la verginità che vuole recuperare Bossi... seeehhhh!).
RispondiEliminaAdesso Monti è quello che ci vuole e, per come la vedo io, sarebbe meglio un governo tecnico per 5 anni piuttosto che tornare a votare con i politici che ci sono adesso.
Barbara
P.S.: mi ripeto ma... bel titolo! ;D
Credo anche io, come Barbara, che non farà miracoli e mission impossible, ma bisogna ricordarsi che la crisi è dettata soprattutto da fattori emozionali, tant'è che Irlanda, Portogallo e Spagna sono momentaneamente salvi non perchè abbiano migliorato i propri bilanci, ma semplicemente perchè hanno dimostrato di saper investire sul proprio futuro fissando le elezioni. Ciò detto, un esecutivo di tecnici, guidato poi da una figura di prestigio come quella di Monti (in passato bastava una sua parola su di un'azienda per fare lievitare o crollare le sue azioni) possa aiutare a raffreddare la situazione finanziaria, permettendoci di dare il via alle prime, decisive, riforme.
RispondiEliminaUn caro saluto Carlo vai fortissimo!
A me non preoccupa tanto il fatto che Monti riesca o non riesca a riformare e a proporre le leggi che ci vogliono. Preoccupa che QUESTO parlamento gliele voti!!!
RispondiEliminaGiorgio
Ma non capite che vi svenderanno l'Italia alle banche e alle società che ci hanno riempiti di derivati??
RispondiEliminaDipietrista Convinto
Non so quanto valga sta cosa delle banche... non voglio credere che sia al servizio di qualche oscuro quarto potere... ma non vedo alternative...
RispondiEliminaUn ottimo articolo di speranza per questa rinascita. Ma come dici tu, come dicono un po' tutti, per rinascere dovremmo prima gettarci alle spalle questa assurda classe politica dannosa e cancerogena, che non è possibile. Non vedo allora spazio per essere ottimisti, nemmeno col governo Monti.
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