lunedì 7 novembre 2011

SUA EMITTENZA NON TRASMETTE PIU'


Non ci saranno altre albe, per il presidente del Consiglio.
Le campane di Arcore, ormai, suonano già a morto.
Il puzzo della putrefazione ha fatto scappare gli ultimi fedeli. Ha aumentato comprensibilmente il mal di pancia dei malpancisti, ad un passo dal vomito.
Persino la Carlucci ha lasciato. L'ex soubrette ha tradito Sua Emittenza, che ora sembra quasi quei vecchi televisori che trasmettono solo in analogico: incapace di comunicare, schermo nero, qualche rumorosa interferenza di tanto in tanto.
E' finita l'epoca magica delle ballerine in succinti abiti di paillettes. Si sono spenti i riflettori su l'ultima colorata, populista, caotica trasmissione Mediaset. I microfoni sono stati staccati. Il pubblico a casa ha cambiato canale, quello in sala ha abbandonato lo studio televisivo.
Solo lui non se ne è ancora accorto. Immerso nella sua distorta e folle realtà, continua a blaterare al nulla, come quei vecchi televisori dal segnale analogico... "Crisi? I ristoranti sono pieni!" "Crisi? Colpa di Prodi, e del cambio Euro-Lira che accettò quasi 15 anni fa".
Dal punto di vista politico quell'uomo ha sempre e solo fallito. Non è mai riuscito a riformare il Paese. Non è nemmeno mai riuscito a diventare un dittatore. Ha messo più volte in pericolo la Carta, ha silenziato alcuni diritti fondamentali, ha stravolto il sistema giuridico per il proprio tornaconto, ma la dittatura era comunque ancora lontana. Però, in questi ultimi scampoli di governo, si sta perfettamente calando nei panni del desposta sull'orlo del baratro: nega l'evidenza, rifiuta la sconfitta, sragiona, allontana i fedelissimi che provano a convincerlo di lasciare. Parla di "battaglie" da combattere, come se fosse in guerra. 
Come i dittatori, ha dato il via a quel gioco di osmosi che confonde il destino dell'uomo al comando con quello del Paese. Come i dittatori, si è asserragliato nel bunker ed è pronto a vendere cara la pelle. Teme Sant'Elena. Teme la Giustizia. Teme di restare senza potere, ormai la sua ultima ed unica forma di seduzione. 
E' solo e non se ne capacita. Ha trascorso la propria esistenza circondandosi di corifeni, di cortigiani, di adulatori a cottimo. Grazie ai suoi miliardi poteva comprarsi complimenti, sorrisi, compagnia, ossequi e lusinghe. I suoi miliardi ci sono sempre. Sono là, allo stesso posto di ieri. Sono i ruffiani ad esser spariti. Le stanze vuote di Palazzo Grazioli rivelano la mestizia del tramonto. I corridoi della villa di Arcore, ormai desolati, offrono echi dei suoi passi lenti e stanchi che non aveva mai udito. Persino Letta, il suo consigliere di tutta una vita, gli ha chiesto di lasciare. Financo l'imberbe Alfano, che per lui ha messo la faccia su di un contestatissimo disegno di legge tacciato di incostituzionalità manifesta, lo ha supplicato di desistere.
Dove sono finite le giornate in cui la corte gli si stringeva attorno per adularlo? Dove sono finite le serate trascorse in allegria con piacevoli e giovanili compagne, indifferente al fatto che fuori imperversasse la bufera? Sono tramontate a Ovest, spazzate via dal vento della crisi.
L'Europa gli ha chiesto di andarsene. Il Fondo Monetario Internazionale di Washington gli ha ordinato di andarsene. La BCE gli ha intimato di andarsene. Messo all'angolo persino nei consessi internazionali, come capita solo ai dittatori che creano imbarazzo, non ha più appigli.
E' sufficiente la notizia ufficiosa delle sue dimissioni per ridare ossigeno ai mercati e mandare in euforia gli investitori. E' altresì sufficiente la sua smentita per far ripiombare l'economia nel baratro piò oscuro. La sua presenza soffoca l'Italia e, con buona pace di chi lo ha sempre sostenuto, avvelena il mondo intero.
Ieri il Financial Times ha scomodato persino l'eroe britannico Cromwell ("In nome di Dio vattene") che agli inglesi regalò un barlume di Repubblica, sperando forse di sortire lo stesso effetto.
Ma i giornalisti che hanno la fortuna di abitare al di là della Manica non conoscono davvero Berlusconi, non sanno che è sordo al richiamo, al piagnisteo, dell'amor patrio. Lui ha sempre governato il Paese come un'azienda allo scopo di agevolare le sue aziende. Si è seduto sullo scranno della res publica fingendo che fosse il trono di un impero per costruire e difendere il proprio impero.
Impossibile, dunque, far leva su questo genere di sentimenti per sperare che abdichi, che dichiari la resa, che alzi la bandiera bianca.
E infatti non stupisce che abbia preso la questione sul personale, come un tradimento, e che voglia arrivare comunque al fatidico varco per vedere in faccia i suoi cesaricidi ("domani si vota il rendiconto alla Camera, quindi porrò la fiducia sulla lettera presentata a Ue e Bce. Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi"). L'altra faccia del potere: non il potere che acquista, ma il potere che intimidisce.
E poco importa se ogni giorno di vita di questa legislatura è sottratto al futuro della nazione; poco importa se il governo non ha più i numeri per fare ciò che chiede l'Europa; poco importa se un'ulteriore, risicata, fiducia, farebbe solo lievitare a mille lo spread: quello non molla!
Il bene che vuole al Paese è tutto in queste sue infantili-senili furiette. Punta i piedi, stringe i pugni, serra le mascelle. Così passa alla storia Silvio Berlusconi. Così esce di scena il peggiore presidente del Consiglio che questo Paese abbia mai avuto.

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10 commenti:

  1. Articolo stupendo! Mi hai entusiasmata!!
    Irene

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  2. Giovane Carlo,
    sono davvero felice che ci siano ragazzi dotati della tua forza di volontà e del tuo amore per la patria e di giustizia.
    Confido che presto i tuoi sogni si realizzino a cominciare dalla caduta del despota tiranno.
    Ma ormai conosco Berlusconi abbastanza da poterti dire che si è sempre rialzato quando tutti lo davano per spacciato.
    Questa volta sembra la fine, ma per scaramanzia non aggiungerò altro.
    Non vorrei che fosse la nostra fine!
    Doriano

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  3. Lungimirante! Un articolo lungimirante!
    Ora speriamo che non ci siano colpi di mano e che la situazione non diventi violenta!!

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  4. Temo anche io qualche lotta violenta! Berlusconi non accetterà mai di mollare!
    Sah

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  5. Cari amici, non trovo concretizzabile l'ipotesi di 'colpi di mano'.
    Il rischio ci sarebbe stato forse lo scorso dicembre, se la spallata di Fini fosse riuscita alla votazione di fiducia del 14. Allora Berlusconi era ancora in forze, era ancora credibile, poteva contare su di un PDL che ancora gli andava dietro e di certo avrebbe chiamato la piazza, magari senza successo, ma facendo precipitare la situazione.
    Oramai invece Berlusconi è debole. Ugualmente cocciuto e determinato a combattere, d'accordo. Ma è solo. E infetto: chiunque voglia sopravvivergli politicamente se ne sta alla larga, dunque non troverà facilmente compagni di guerriglia.

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  6. Stavolta sembra che i numeri non li abbia più sul serio, quindi non vedo quali alternative abbia alle dimissioni, se scartiamo il colpo di stato.
    Io sono ottimista: per me ha i giorni contati.
    E sono pessimista: chi ci sarà dopo di lui? Chiunque venga, destra o sinistra, non credo cambierà molto la situazione, perchè appartiene sempre alla casta e continuerà a difendere i suoi privilegi a discapito dei nostri interessi. Credo siano veramente pochi gli attuali politici realmente interessatia alla politica e, quelli che ci sono, non sono abbastanza importanti da poter cambiare la situazione.
    Bisognerebbe mandarli via tutti, dal primo all'ultimo.

    Barbara

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  7. @ Barbara: chiunque mettano, sarà sempre meglio di quel mezzo dittatore!
    Paolo77

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  8. L'aspetto che più mi fa incazzare della vicenda e che non ho visto troppo sottolineato dai giornali è che ieri si sia incontrato a Arcore coi suoi figli e con Confalonieri. Come a dire: non sta a guardare il bene del Paese, ma al bene delle sue aziende! Le dimissioni come e in che modo potrebbero danneggiarle, visto che stanno in piedi solo grazie a leggi ad hoc che saturano il mercato e eliminano forme di concorrenza?
    Abbiamo sempre saputo che Berlusconi è entrato in politica per togliersi dai guai finanziari, per evitare che venisse fatta piazza pulita del decreto craxi che gli contentiva di trasmettere illegamente, ma ora ne abbiamo la certificazione!
    Berlusconi non ha mai voluto il bene del paese!! Non gli è mai interessato!!!!

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  9. @ Barbara: per riequilibrare la situazione economica nell'immediato, serve comunque staccare la spina e trovare personalità di spicco non politiche, come Mario Monti, peraltro molto apprezzato in Europa anche soprattutto per i suoi trascorsi istituzionali.

    Per far ripartire il Paese, invece, hai ragione tu: occorre partire dall'eliminazione di caste e sprechi. Solo riducendo la spesa pubblica laddove costituisce uno spreco si potrà finalmente abbassare la pressione fiscale, che nel nostro Paese è altissima e ingiustificata ed è la prima cosa che incentiva l'evasione.

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  10. DIMISSIONI!
    DIMISSIONI!
    DIMISSIONI!
    DIMISSIONI!
    Un caro saluto,

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