mercoledì 16 novembre 2011

RI-MONTI-AMO IN SELLA?

Se il buongiorno si vede dal mattino, basta buttare un occhio ai listini finanziari per rendersi conto che il neo-governo Monti non è certo nato sotto i migliori auspici. Non che questo debba sorprenderci: siamo in una situazione talmente drammatica che era logico aspettarsi che un cambio di nocchiere avrebbe influito ben poco sul perfido balletto quotidiano dello spread. Servono le riforme, quelle che l'Europa ci chiede da Agosto. E serve anche la giusta credibilità per spenderle al meglio.
Dopo una mattinata convulsa, tra rinvii, voci ufficiose e titoli in affanno, finalmente il presidente del Consiglio ha incontrato i giornalisti per enunciare i nomi che comporranno l'esecutivo di emergenza: 16 ministri (qualcuno in più rispetto ai primi numeri forniti, specie considerato che la parola d'ordine doveva essere 'risparmio'), diverse donne a dicasteri cruciali (Interno, Giustizia, Lavoro e Politiche Sociali), tutti tecnici e nemmeno l'ombra di un politico. Quest'ultimo aspetto può avere un doppio volto: rassicurare i mercati, vista l'acclarata incapacità dell'intero emiciclo; creare problemi di durata sul lungo termine al lavoro di Monti. Inserire infatti figure di spicco di PD e PDL nel governo avrebbe potuto fungere da garanzia circa la possibilità di arrivare a fine mandato. Non a caso il Professore della Bocconi aveva lavorato a lungo su questa ipotesi, ritenendo peraltro folle la tesi secondo la quale il miracolo che gli viene chiesto possa essere predisposto e attuato "con scadenza", magari particolarmente vicina per tornare a votare già in primavera.
Ma in merito, Monti ha dovuto registrare il secco il rifiuto del PD che non avrebbe mai potuto sorreggere un esecutivo in cui compare il PDL per non bruciarsi il vantaggio elettorale con cui partirebbe nel caso si votasse a breve; ed il "no" del PDL, che non vuole rompere con Bossi, finito all'opposizione, ed era inoltre consapevole che sarebbe stato inutile candidare personalità differenti da Letta e Alfano, gli unici che avrebbero potuto premere perché Monti rispettasse gli accordi (o presunti tali) presi con Berlusconi al momento del passaggio di poteri: non riformare la giustizia, non aprire il mercato televisivo alla concorrenza, non ricandidarsi alle prossime politiche.
Restando fuori dal governo, inoltre, Berlusconi potrà esercitare più facilmente la propria "golden share": staccare la spina, in ogni momento, al nuovo esecutivo.
Dunque, se da un lato il nuovo governo Monti rassicura i mercati per i nomi che lo compongono, dall'altro pare già traballare per lo scarso appoggio di cui potrà godere in Parlamento, specie al Senato...

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7 commenti:

  1. Questa volta il 'buonasera di Carlo' ha curiosamente l'orario di pubblicazione, e le stesse parole dell'incipit, di un buongiorno.
    E anche i contenuti, tutto sommato, sono molto più luminosi di tanti articoli che mi è capitato di leggere in questi ultimi giorni, tutti scritti da miei cattivi maestri di catastrofismo (almeno secondo il giudizio dei più accomodanti e ottimisti), che vedono unicamente in Monti l'emissario di un ristretto gruppo di controllori della finanza mondiale, capaci di generare crisi e di sfruttarle a salvaguardia esclusiva del proprio profitto, cioè della ragione stessa di esistenza in tempi di collasso del capitalismo. Il tutto a spese della cancellazione del patto sociale che è ha fornito alla popolazione, nel corso del '900, tutte le garanzie a cui siamo abituati.
    Anche se continuo decisamente a propendere verso il loro giudizio, mi auguro tuttavia che la realtà si mostri molto meno tragica di quelle previsioni.

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  2. La Lega ha già annunciato che non gli darà la fiducia, io però conto sul fatto che, per tutti gli altri, sarebbe un suicidio politico impedirgli di fare qualcosa per salvare l'Italia, dopo poi chi li voterebbe più?
    La gente ormai è stanca, tanto vale che lo lascino fare e, se dovesse deludere, sarà a causa sua e non per ostruzionismo, in modo da poter essere più propositivi alle prossime elezioni.

    @Franz: ho un caro amico che sostiene queste teorie di Massoni che complottano e creano ad arte crisi e guerre per governare il mondo... io la archivio come fantapolitica, spero di non sbagliarmi...

    Barbara"

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  3. perplessità sul nuovo governo

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  4. Profumo, il neo ministro all'istruzione, sfidò Fassino alle primarie PD di Torino! Non mi aspettavo nomine così politiche!
    Irene

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  5. Che poi basta che si decidano a fare le riforme economiche evitando magari di fare regali a Berlusconi in merito alla giustizia...
    Sah

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  6. @ Franz: come al solito sei fin troppo generoso con i complimenti! Davvero troppo buono!
    Quasi certamente, come dici tu, la crisi finanziaria è stata partorita dalle banche, ma non credo che avessero previsto che potesse avere simili conseguenze. O, se l'avevano previsto, coloro che l'hanno provocata si sono comportati assai inconsciamente e andrebbero perseguiti alla stregua di veri e propri terroristi.
    Comunque sia, allo stato attuale, in cui il sistema sembra una sorta di domino traballante, nemmeno alle banche farebbe comodo che un Paese come l'Italia, con la sua enorme mole di debito pubblico (in merito è forse il II o III mercato del mondo per quantità di titoli di stato in circolazione) finisca zampe all'aria, dunque, anche nel malaugurato caso in cui Monti fosse davvero espressione di tale lobby, credo ci si possa fidare. Anzi, considerati i curricola di diversi suoi ministri, mi permetto di dire che sembrano scongiurate le ipotesi più tragiche che già ci mettevano in allarme sul fronte dei vari diritti acquisiti nel corso del '900 (dall'assistenzialismo a quelli del lavoro).

    @ Barbara: Bossi è ben più furbo della simpaticissima rappresentazione di Crozza. Era in calo drastico di consensi e questa soluzione-cuscinetto le permette di affacciarsi alle prossime politiche da partito all'opposizione e non complice dello sfascio finanziario, giocando ovviamente sulla memoria corta degli italiani. In più aveva bisogno di slacciarsi dal fardello di Berlusconi e il governo Monti glielo permette, riagganciandosi al PDL in futuro, quando il Cav. sarà ormai nelle retrovie. Certo è che la Lega sta giocando d'azzardo: se, come spero, Monti riuscisse nel miracolo, lei si troverebbe nella scomoda posizione dell'unico partito 'contro'. Si può dire, insomma, che il partito verde stia scommettendo sul fallimento. In realtà, però, credo scommetta sulle misure 'lacrime e sangue' che creeranno malcontento per farsi portatrice di quei diritti e di quelle classi sociali che subiranno maggiormente le prossime finanziarie. Comunque, per il Carroccio la campagna è già iniziata: ieri se ne sono tornati fuori col parlamento padano e con la secessione, oggi Salvini (quello dei 'napoletani colerosi' e dei tram per neri) se n'è uscito con: 'io non mi sento italiano'... i soliti mezzucci per riconquistare la base, che a sti punti voglio sperare non sia così babbea, dato che la Lega è stata a Roma fino all'altroieri.

    @ Bruno: ti ha forse risposto inconsapevolmente Irene? In quel caso bisogna comunque ammettere che sono tutte personalità di spicco nei rispettivi campi. Forse non abbiamo mai avuto un governo tanto qualificato.

    @ Sah: Berlusconi di certo vorrà farsi pagare l'appoggio al governo. Bisogna capire come e il modo...

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  7. Dato che non abbiamo alternative mi auguro che Monti riesca a compiere il miracolo, ma so che sarà davvero dura!
    Paolo77

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