martedì 1 novembre 2011

MA QUALE EUROPA A DUE VELOCITA'? QUESTA AFFONDA SOLTANTO!

Il nuovo crollo delle borse di oggi, dovrebbe anzitutto invitare a riflettere sulla opportunità di ristrutturare l'impalcatura politica della vecchia Europa, che così com'è non convince proprio più nessuno. Ad iniziare dai mercati.
Le norme comunitarie, molto spesso, si riducono a semplici "indirizzi" da seguire, a direttive vincolanti sulla carta ma disapplicate nel concreto, partorite con difficoltà dopo mille iter che si perdono tra commissioni, Parlamento e Consiglio europeo, dove peraltro basta il veto di un solo membro per buttare al macero il lavoro di mesi. E mettere d'accordo 27 Paesi, 27 idee politiche, 27 culture diversissime tra loro, è impossibile.
La debolezza decisionale storica dell'Eurozona ha così portato alla nascita spontanea di alcuni "mostri", che certo non hanno fatto guadagnare punti sul fronte della credibilità. Ad esempio abbiamo una BCE che prende carta e penna per dettare ad un governo nazionale (l'Italia) le condizioni da seguire per restare in questo club sempre meno esclusivo e, soprattutto, un ingiustificato ed antidemocratico duopolio franco-tedesco, che fin'ora ha retto il timone della comunità europea senza averne alcun titolo, nella vana speranza di traghettarci fuori dalla crisi.
Non si può però derogare i Trattati fondativi lasciando a due soli membri, siano anche quelli più ricchi, l'onere del comando. Quando si parlava di una "vox unica" per l'Europa, si pensava ad un organismo che rappresentasse tutti i membri e fosse il frutto di un compromesso politico dell'intera Eurozona. Dev'essere insomma una istituzione eletta direttamente o indirettamente dai cittadini dei 27 Stati, indipendente dai poteri politici nazionali, abbastanza forte per imporre a tutti i membri un'unica linea politica, abbastanza autorevole da parlare al telefono con Obama, Wen Jiabao (Cina) BCE e FMI.
Non si può sperare che Sarkozy e Merkel ci levino per sempre le castagne dal fuoco, anche perché la loro azione è vincolata dai rispettivi mandati: devono anzitutto soddisfare i propri elettori e la loro mira nemmeno troppo segreta è quella di salvare con fondi comunitari le proprie banche nazionali che conservano nei caveau milioni e milioni di titoli di credito greci che rischiano di diventare cartastraccia. Insomma, se si vuole una Europa credibile, una Europa che sappia uscire dalla crisi, non si può certo supplire alla mancanza di un esecutivo cercando leaders improvvisati pescati a caso tra le economie più potenti. 
Occorre una riunione d'emergenza che ridisegni una volta per tutte il modo in cui vengono prese le decisioni, che attribuisca all'organismo sovrannazionale ulteriori poteri politici a discapito di nuove limitazioni di sovranità nazionale dei singoli stati, che permetta di avere un rappresentante autorevole a cui guardare e con cui interloquire quando la situazione versa al peggio.
Finché non attueremo simili riforme, le parole schizofreniche e fuoriluogo di Berlusconi sull'Euro resteranno drammaticamente veritiere...

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8 commenti:

  1. Bisognerebbe fare diverse considerazioni sulla crisi:

    1- L'Europa è altamente inadatta a fronteggiarla;

    2- Come tutte le crisi, è meramente psicologica: questa volta però il panico è ingiustificato, ci sono stati dell'America del Nord nella medesima situazione di Grecia, Portogallo e Irlanda, se non peggiore, eppure loro hanno ancora credibilità e riescono a piazzare quotidianamente i propri titoli senza rimetterci.

    3- La Germania aveva ragione: l'unica è portare la Grecia in situazione di default tecnico. E' inutile perseverare con misure draconiane che stremano la popolazione e non fanno che rattoppare miseramente il danno.

    4- L'Italia deve sbrigarsi: l'Ue non pagherà ancora a lungo i nostri titoli di stato per renderli appetibili (diciamo 'meno credibili'). Siamo sull'orlo del baratro, le riforme devono essere prese immediatamente, qui e ora.

    5- La Grecia, per paradosso, fa bene a sottoporre il referendum: quelle misure sono inutili. Meglio rifiutarle, dichiarare bancarotta, uscirsene dall'Ue e diventare una piccola Cina che alletti gli acquirenti con la sua moneta altamente svalutata.

    Saluti,
    Frà

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  2. Non ci salviamo mai più e portiamo nel baratro anche l'Europa
    Sah

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  3. Con buona pace della Lega e del suo odio per i cinesi... tra poco noi saremo la cina (ma quella di un tempo, non quella che compra il debito di usa e europa) di europa!

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  4. Concordo, l'Europa così come è non funziona, dovrebbe parlare con un organo deputato a farlo, ma non si può negare che Francia e Germania stiano facendo l'impossibile per salvarci e non come dicono i tizi del PDL per addossarci colpe!
    Paolo77

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  5. @ Francesco B. Caro Fra, premetto che di macroeconomia non capisco un tubo e che ho passato l'unico esame universitario di quell'indirizzo per grazia ricevuta. Non ci vuole però un economista, però, per capire che se la Grecia va in bancarotta, si trascina con sé le banche che hanno acquistato (speculandoci? ovviamente sì) il suo debito pubblico. Banche peraltro in maggioranza francesi e tedesche, ovvero le due locomotive d'Europa. Se le banche falliscono, si portano dietro i risparmi dei privati: aziende e famiglie, che dovrebbero a loro volta dichiararsi insolventi. Insomma, questo è un castello di carte: ne togli una viene giù tutto e non sappiamo nemmeno bene quali conseguenze provocherebbe il fallimento di uno stato. Il fatto che gli USA continuino a pressare perché l'Eu la salvi, comunque, dovrebbe darci la misura, no?
    Ciò detto, il premier greco non è diventato matto e concordo con lui sul fatto che, arrivati ad un certo punto, sia meglio chiedere ai cittadini cosa intendono fare: prendere altre misure draconiane, per metterci l'ennesima falla e sputare altro sangue inutile, oppure dichiarare la resa, fallire, uscire dall'Euro e trovare la forza di ricominciare, non si sa come, non si sa dove?

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  6. Con le guerre L'America ha costruito il suo Impero

    se giocassimo a scacchi
    gli mancherebbe solo una mossa
    dopo L'Iraq
    con un'altra scusa mettere le mani su L'Iran mossa
    che metterebbe il mondo sotto scacco Ma c'è da considerare la contro mossa de L'Avversario
    che tiene L'America per le Palle

    la CINA se mettesse all'incasso tutti i Titoli di Borsa che Possiede
    matterebbe L'America in ginocchio.
    le conseguenze che nascerebbero?
    lascio a voi giudicarle.

    Da ignorante mi sono posto una domanda
    ma la comunità Europea non doveva servire a contenere lo strapotere
    de L’America su i mercati Mondiali
    La crisi che stiamo subendo è una crisi nata per la cupidigia
    degli Economisti Americani
    non trovando il rimedio per arginarla
    cercano di scaricare la crisi su L’Europa.

    L’unione Europea è un’utopia ? ognuno tira l’acqua al suo mulino

    invece di coalizzarsi per studiare una strategia Comunitaria
    che freni le speculazioni che di giorno in giorno aggravano L’ Europa.

    stanno cadendo nella trappola Americana che per arginare
    l’avanzata di Paesi emergenti come la Cina
    che non può controllare ed altri Paesi che sino a ieri sfruttava
    gli stanno precludendo il controllo dei Mercati Mondiali.
    PS mi auguro che la profezia Maya se ci sarà spazzi via tutti i parassiti di questo Mondo.
    Vittorio

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  7. Condivido l'articolo e le parole preoccupanti di Vittorio.
    Sarah

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  8. Mi chiedo se passata questa crisi avrà ancora un senso parlare di Europa....

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