giovedì 3 novembre 2011

IL RE-IETTO

La fine imminente di Berlusconi sarebbe documentata dal volto teso di un nervosissimo Cicchitto, capace di inalberarsi persino con il mansueto Bruno Vespa, ieri sera a Porta a Porta; sarebbe documentata dal momento di follia di Stracquadanio, ex fedelissimo del Cav. (celebre per aver detto: "legittimo usare il proprio corpo per far carriera in politica"), ripreso mentre sfascia la telecamera di un giornalista che gli chiedeva lumi sulla lettera con la quale lui ed altri cinque frondisti chiederebbero a Sua Emittenza il fatidico passo indietro. Palese, dunque, il nervosismo che scuote l'ei fu maggioranza parlamentare. Anche Bossi ha rotto gli argini, indirizzando nuovamente ai giornalisti una gragnuolata di insulti addirittura comprensibili.
Del resto Berlusconi, ormai, ha i minuti contati. E' stato sfiduciato dalla piazza; è stato sfiduciato dalla BCE; è stato sfiduciato dai vertici europei; è stato sfiduciato dai sorrisetti beffardi di Sarkozy e della Merkel; è stato sfiduciato dai mercati (stamani lo spread ha superato la fatidica soglia di 460 pt., quella cioé che spinse Grecia, Spagna e Portogallo a chiedere aiuto all'Europa); è stato sfiduciato dall'Associazione Banche Italiane; è stato sfiduciato dalle parti sociali, inclusa Confindustria; è stato sfiduciato dal suo ministro più importante, Tremonti ("il problema è Silvio!"); sarà sfiduciato a breve dal G20 di Cannes, ma, cosa ancor più grave, è stato sfiduciato dal Capo dello Stato, che con l'inquietante messaggio di martedì ha di fatto dato il via alle consultazioni.
Ecco, questo è un punto sul quale mi vorrei soffermare: il ruolo che sta giocando Napolitano per evitare che il Paese vada alla deriva. Più volte, durante il suo difficile mandato, è sceso in campo in prima persona, in modo del tutto irrituale, per ridare credibilità alla nazione, per infondere fiducia agli investitori. Più volte ha incontrato al Quirinale delegazioni estere che, solitamente, dovrebbero stringere patti con un esecutivo e non con un potere di rappresentanza dell'unità nazionale. Più volte, soprattutto negli ultimi mesi, quando tutto ha iniziato a scivolare verso il baratro, ha preso l'aereo ed è volato a Bruxelles per siglare accordi ufficiosi e garantire, con la propria autorevolezza, che le misure che ci vengono chieste dal cinque Agosto sarebbero state prese.
In queste penose giornate assistiamo ad uno scenario inedito: il Quirinale riceve di continuo i capigruppo che rappresentano le forze parlamentari. E' ormai chiaro, dunque, che il Presidente abbia dato il via alle consultazioni, senza nemmeno attendere la caduta di Berlusconi, al fine di sondare la possibilità di creare nuove maggioranze. Maggioranze forse tecniche, sicuramente traballanti, che riescano però a porre in essere le misure draconiane che ci richiede l'Europa. Misure peraltro forse già vecchie ed inadatte allo scopo: ad ogni impennata di spread, vaticinano gli economisti, la falla si allarga e la nostra toppa si restringe. La corsa, insomma, è disperata e contro il tempo. Contro Berlusconi e i danni che crea ogni giorno in più che aggiunge alla sua mortale legislatura.
Se Bersani, Casini, Fini e Di Pietro riusciranno a convincere Napolitano, potremmo assistere ad un evento che non ha precedenti nella storia Repubblicana: lo scioglimento delle Camere senza sfiducia al governo e, dunque, senza la controfirma di Berlusconi, così come da Costituzione.
In realtà, un aiuto in tal senso arriva proprio da quei sei frondisti che nelle ultime ore hanno chiesto al premier un passo indietro: rappresentano infatti quel "cambio di perimetro" della maggioranza che può spingere in situazioni normali un Capo dello Stato a chiedere una verifica parlamentare della presenza della stessa; in situazioni emergenziali uno scioglimento anticipato. Del resto non c'è più tempo per organizzare votazioni di fiducia, che devono essere assunte con un dovuto preavviso e seguendo un particolare iter per evitare i cd. "assalti alla diligenza". 
Certo è che senza il consenso di Berlusconi, si aprirebbe un periodo di crisi inaudita tra la Presidenza del Consiglio ed il Colle, che potrebbe portare, alimentato dall'esasperazione politica e dai catastrofismi della crisi, ad una sorta di guerra civile o comunque ad una qualche forma di lotta armata. Sicuramente nel mentre gli investitori fuggirebbero dai nostri titoli, facendo lievitare ancora lo spread.
L'unica proposta credibile, ora come ora, sembra quella che Berlusconi accetti di terminare qui il proprio mandato. Ma l'egoarca meneghino potrebbe farlo ad una sola condizione: staccare la spina al proprio esecutivo a patto di mandare il Paese alle elezioni. Magari vivacchiare fino a Natale per far votare in Marzo. Ma sarebbe comunque troppo tardi. Ora la situazione è tale da richiedere un esecutivo di emergenza, sufficientemente credibile da rassicurare i mercati.
Berlusconi cessi di essere così stupidamente caparbio e molli la folle idea di trascinarci nel baratro assieme a lui: quello è un destino che ha scelto da solo. Noi abbiamo il diritto ad un futuro.

________________

5 commenti:

  1. Sembra che finalmente l'aria stia cambiando! Mi ripeterò ma condivido ogni parola espressa!
    Giorgio

    RispondiElimina
  2. Caro Carlo, quell'uomo li non ha altro futuro se non quello di indossare un pigiamino a righe... come gli si può chiedere serenamente di fare un passo in dietro? Claro è che t'arriva una risata in faccia!
    Cinzia da Modena

    RispondiElimina
  3. Mentre il Governo cura gli interessi di BERLUSCONI L’Italia affonda

    Da ignorante mi sono posto una domanda
    ma la comunità Europea non doveva servire a contenere lo strapotere
    de L’America su i mercati Mondiali?

    Se si perché stiamo subendo una crisi
    creata ad arte da L’America che ormai giunta alla frutta
    cerca di scaricare la crisi su L’Europa.

    ( Forze L’unione Europea è un’utopia)
    visto che
    ognuno tira l’acqua al suo mulino invece di coalizzarsi per frenare le speculazioni
    che di giorno in giorno aggravano L’ Europa.

    L’America Creando il Caos nelle Borse di tutto il Mondo
    cerca di arginare l’avanzata dei Paesi emergenti

    La Cina + i Paesi che sino a ieri sfruttava
    gli stanno ostacolando il controllo dei Mercati Mondiali.

    Con le guerre L'America ha costruito il suo Impero
    se giocassimo a scacchi gli mancherebbe solo una mossa dopo L'Iraq
    mettere le mani su L'Iran per avere il 60% delle risorse energetiche Mondiali

    Ma stavolta non ha considerato la contro mossa de L'Avversario
    che tiene L'America per le Palle

    la CINA se mettesse all'incasso tutti i Titoli di Borsa che Possiede
    matterebbe L'America in ginocchio le conseguenze che nascerebbero?
    lascio a voi giudicarle.
    PS mi auguro che la profezia Maya se ci sarà spazzi via tutti i parassiti
    Di questo Mondo. Vittorio

    RispondiElimina
  4. Speriamo che questo governo tecnico, di emergenza, di ricostruzione, di decantazione, di solidarietà nazionale, si possa fare... ma vedendo chi lo andrebbe a comporre sono fortemente dubbiosa.
    ANTONELLA

    RispondiElimina
  5. @ Vittorio: sinceramente ho un po' perso il filo dei tuoi ragionamenti, ma per quanto mi riguarda continuo a sperare che la profezia dei Maya sia solo una bufala servita ad arricchire Giacobbo e allegri cloni... ;-)

    RispondiElimina

Saranno eliminate eventuali dichiarazioni calunniose, ingiuriose, diffamatorie e scurrili. Si prega di contribuire alla discussione in modo civile e corretto.