Il presidente del Consiglio ha perso la sfida, ed anche la maggioranza che lo sosteneva. Avrebbe potuto dimettersi giorni fa, evitando che il Paese s'avvitasse ancora sulle conte dei parlamentari, sulle bizze dei venduti, sulle transumanze umane che certo non fanno onore alle assemblee, invece ha preferito lanciare un'ultima volta i dadi, da giocatore qual è.
Era nel suo stile, del resto. Più volte ha ripetuto di non aver mai perso una scommessa.
Questa volta sì. Ha fallito ed ha anche inconsapevolmente fatto da regista all'ultimo atto del dramma che lo vede recitare nei panni del protagonista. Ha messo in scena lo stillicidio degli ultimi transfughi, ha portato sotto i riflettori la massa dei cesaricidi. Ha immortalato sotto l'occhio freddo e inespressivo delle telecamere lo sgretolarsi del suo impero.
Voleva vedere in faccia i traditori, invece in faccia gli è piombata la realtà, con la violenza di una tramvata.
Trecentootto voti, quando le stime più pessimistiche davano una maggioranza attorno ai trecentodieci, denunciano una debolezza politica inequivocabile, che non potrà essere taciuta e ignorata. La Camera certifica la fine politica di Berlusconi. I numeri voltano le spalle a chi pensava di poterli far lievitare come per magia, ricorrendo ancora una volta al proprio portafogli. Il PDL, la sua creatura foraggiata a forza di quattrini, lo ha disarcionato. Si è ribellato al proprio padrone e ora scalpita imbizzarrito, desideroso di sopravvivere alla fine del Cavaliere.
Ora Berlusconi ha due vie davanti a sé: una uscita di scena rapida ed indolore o sottoporre l'intero Paese ad un ulteriore, estenuante, supplizio che lo esponga ancora alla speculazione dei mercati. La prima opzione, naturalmente, richiede tempi rapidi: salita al Colle con conseguenti dimissioni.
La seconda prevederebbe di porre la fiducia sulla finanziaria (ora "legge di stabilità") in esame al Senato. Si inizierebbe appunto alla Camera Alta, dove il Cavaliere ha ancora una maggioranza, per poi approdare a Montecitorio per trarne le dovute conclusioni.
Ma questo ha un senso? Soprattutto in un periodo di forte crisi e di aspri attacchi finanziari, la scelta auspicabile dovrebbe essere quella di ridare credibilità alla politica italiana nel minor tempo possibile.
La nostra economia ha bisogno di tornare a respirare ma, per farlo, dovrà prima cessare questa eterna e cupa notte della Repubblica. Per fortuna l'alba, ormai, inizia a intravedersi...
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Caaaarlo!! Ormai ha finito di incuterci terrore!!!
RispondiEliminaTutti in piazza con le vuvuzela!!!!!
RispondiEliminaSah
Aspettiamo a tirar fuori le vuvuzela. La giornata di oggi, come giustamente fa presente Carlo, sancisce la fine politica di berlusconi, però il Nostro può ancora procrastinare la sua definitiva uscita di scena a data incerta. Anche perchè un eventuale Governo di Alfano o di Letta non cambierebbe nulla rispetto a quanto (non) fatto in questi ultimi 3 anni. Aspettiamo di vedere cosa succede...
RispondiEliminaFinestra non dirmi così... spero che non accetterebbe mai un voverno di letta o di alfano napolitano!!
RispondiEliminaSe non la allargano a UDC e PD i numeri restano quelli e sono insufficienti!
Dalla nota del Quirinale:
RispondiEliminaIl Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione.
E ora, cari amici, che vuvuzela siano!
Finalmente!
RispondiEliminaNella sua tragicità è un giorno bellissimo!
Il despota è caduto.
Hallelujah
RispondiEliminaMartin
Buonasera,
RispondiEliminasecondo me dobbiamo il risultato a Napolitano. Ho seguito l'avvicendarsi degli eventi e sembrava che Berlusconi non avesse alcuna intenzione di rassegnare le proprie dimissioni. L'imposizione e l'impegno a effettuarle dopo la legge di stabilità, devono essere arrivate dal presidente!
Ora parta il toto-presidente.
Buonasera
Pierluigi
Caro Pierluigi,
RispondiEliminacondivido ciò che dici e credo che il presidente Napolitano lo abbia messo davanti alla drammaticità della nostra crisi: le parole dette oggi dal Commissario europeo Rehn, il fatto che lo stesso lo scorso 4 novembre ci abbia ingiunto di fare una nuova finanziaria (http://www.repubblica.it/economia/2011/11/08/news/ecco_la_nuova_lettera_di_olly_rhen_serve_una_manovra_aggiuntiva-24673486/?ref=HRER2-1), il fatto che lo spread abbia raggiunto e superato i 500 pt...
E, mentre scrivo, Wall Street torna in positivo. Gli analisti dicono che sia conseguente alla notizia delle dimissioni di Berlusconi.
Oramai sono come San Tomaso, finchè non vedo non credo, ma con tutta me stessa spero che questo periodo si possa dire archiviato.
RispondiEliminaGrazie Carlo per aver coraggiosamente lottato assieme a noi, sfidando un regime che non ha mai gradito i liberi pensatori del tuo calibro.
Irene
THIS IS THE END!
RispondiEliminaFrizzosqualo
Ma Carlo scusa se riscrivo, quando approvano la legge di stabilità?????
RispondiEliminaXè se ho capito bene lui si dimetterà dopo!
@ Antonella: se il Senato l'approva in settimana, direi che con la seconda metà di Novembre si avrà la promulgazione in legge.
RispondiEliminaSe invece si procrastinasse la votazione, e sarebbe a mio avviso folle, visto che il tempo stringe e l'Europa incalza, allora si slitterebbe di un mese esatto: metà Dicembre.
E se la maggioranza facesse dilatare i tempi? Ci scommettiamo che il gioco loro sarà quello?
RispondiEliminaSarebbe davvero criminale. Oltreché sconsiderato.
RispondiEliminaSenza saper leggere e scrivere posso dire che quella promessa di dimissioni non mi piace per niente! Non sarebbe stato meglio se si fosse dimesso subito, senza allungare il brodo?
RispondiEliminaI Radicali che non si fidano di qualcuno! Questa è buona! Proprio loro che si (s)vendono al migliore offerente!!
RispondiEliminaGiorgio
Un addio a puntate... quell'uomo riesce a essere ridicolo anche nelle uscite di scena.
RispondiEliminaOra speriamo che l'opposizione riesca a essere meno ridicola e più credibile di lui e stare assieme per questo benedetto governo di unità nazionale!
Dovremmo stare alla sua parola? Se è come le sue promesse elettorali, siamo finiti!!!
RispondiEliminaLucio (VA)
Ma voi dite sul serio? Secondo voi potrebbe averci infinocchiato di nuovo tutti, compreso Napolitano??
RispondiEliminami piacerebbe vedere tutti insieme i commenti di chi, nel corso degli anni, hanno criticato e insultato Napolitano per il suo atteggiamento verso Berlusconi e il suo massimo rispetto per le prerogative costituzionali.
RispondiEliminavorrei capire chi vorresta come prossimo premier, io vorrei una personalità fuori dal mondo della politica, che stia in carica 3-4 mesi, riformi le pensioni, e cerchi di fare i giusti tagli nel Moloch della Pubblica Amministrazione , e poi ad aprile al voto con una nuova legge...
RAGAZZIIIII...!!!! ALCUNI COMMENTI MI SCONVOLGONO.... POSSIBILE CHE DOPO 18 ANNI DI PALLE COLOSSALI QUALCUNO PENSI ANCORA DI POTERSI FIDARE....!!!! PENSATE A GHEDDAFI...(CARO AMICO DEL SILVIO...!!!) CHIUSO NEL SUO BUNKER A LANCIARE ANATEMI ED A DIRE CHE NON SI SAREBBE MAI DIMESSO.... POI A IMPLORARE PIETA' QUANDO L'HANNO BECCATO..... IO VEDO DELLE ANALOGIE.... E VOI????
RispondiEliminaCARO CARLO VALE LA SECONDA CHE HAI DETTO.
RispondiEliminaCredo che la risposta al bluff del Silvio ridibondo e truffaldino sia nel crollo della borsa di oggi: i mercati non credono alla sua parola, nemmeno quando la usa per promettere le dimissioni, e noi perchè dovremmo credergli??
RispondiEliminaSiamo davvero così fessi!???? Allora ce lo meritiamo come ci meritiamo di sprofondare in questo baratro infinito!
Pier
Bhà, io continuo a non esultare... sono contenta che Berlusconi si dimetta (d'altra parte, quali altre strade aveva?) e non si ricandidi, ma non mi fido per niente di nessuno dei politici attualmente papabili per la sua successione, né a destra, né a sinistra, né al centro.
RispondiEliminaForse mi darebbe più fiducia un perfetto sconosciuto e onestamente, alle prossime elezioni, non saprò chi votare...
Barbara
Aspetto anche io a esultare. Non vorrei che fosse come in quei film dell'orrore in cui tutti credono che il mostro sia morto e poi risorge e li fa fuori tutti.
RispondiEliminaW89
Buongiorno a tutti,
RispondiEliminavedo che i commenti sono tanti e me ne felicito, ma per mancanza di tempo non risponderò a ciascuno. Tenterò piuttosto di dare una risposta cumulativa (come i biglietti del treno per le comitive).
A giudicare dal 'martedì nero' che si profila all'orizzonte, i mercati vorrebbero risposte certe subito. Ed hanno ragione.
Se si andasse al voto in Gennaio, significherebbe che non è cambiato nulla, perché dovremmo tenerci per quasi un trimestre Berlusconi al timone, con conseguente agonia dei titoli di stato e deriva del Paese.
Se si andasse al voto in Gennaio e vincesse Alfano, come sopra: non sarebbe cambiato nulla. Alfano è un burattino, Berlusconi resterebbe nella cabina di regia. Da lì la sfiducia dei mercati che certo non acquistano titoli a scadenza decennale senza nemmeno sapere chi ci guiderà nell'immediato.
Se si facesse sto benedetto governo tecnico, c'è invece bisogno che sia di 'tecnici' e non di politici, che ormai hanno perso tutti la faccia (i berluscones perché sostenevano Berlusconi, gli antiberluscones perché non sono mai riusciti a scalzarlo), dunque bisognerebbe esprimere quanto prima un nome, per rassicurare le borse.
Purtroppo, col passare delle ore, sembra che le dimissioni a tempo del Cav. siano una soluzione di compromesso al quale il Capo dello Stato non ha saputo dire di no. Per la svolta Berlusconi sarebbe dovuto cadere subito per dare modo al Paese di voltar pagina.
Un Berlusconi cadente, invece, ci rende particolarmente sospetti agli occhi del mondo...
Scusa Carlo ma il problema non era Berlusconi ?
RispondiEliminaSe vincerà le elezioni Alfano, amen, sarà la volontà popolare... certo è che la credibilità sarà maggiore con Alfano che con Berlusconi...
Bruno, siamo seri che qui crolla tutto!
RispondiEliminaAlfano è così credibile da aver messo la faccia sulla triste riforma costituzionale tacciata di incostituzionalità manifesta!
Non ha alcun trascorso politico che prescinda da Berlusconi e deve tutto al Cavaliere. Da guardasigilli nessuna delle riforme che ha varato o tentato di varare si è rivelata indipendente dalla volontà di Sua Emittenza e puzzavano tutte di norme ad personam!
Credi quindi che se si andasse a votare e vincesse il PDL con Alfano, agli occhi dei mercati quello sarebbe un esecutivo diverso e più credibile?
Guarda, ti dico solo questo: sai perché Berlusconi ha candidato Alfano? Per risparmiare sul logo del partito e non doverne fare altri. Nella scheda almeno potranno metterci di nuovo "PDL - Berlusconi presidente"!
Ma in ogni caso sarà la volontà popolare, no ?
RispondiEliminaO come l'impressione che per molte persone saranno tutti poco credibili tranne gli elementi di centro sinistra, faccio male a pensare male ?
Non si sbaglia mai a pensar male.
RispondiEliminaSe i sondaggi di Ballarò sono comunque veritieri, c'è un buon 41% che non ha nemmeno intenzione di andare a votare. Dunque vedi che in realtà c'è molta più responsabilità dalle nostre parti che non dalle parti dell'emiciclo.
Tornando al problema che evidenziavi, è vero, la sovranità popolare non si mette in discussione (non sempre: quanti ribaltoni ci sono stati? e ora la fine del governo non è stata forse decretata dai mercati?), però è anche vero che c'è un deficit di credibilità pazzesco e che la credibilità dovrebbe essere il requisito base, no? Se le prossime elezioni fossero davvero vinte da Alfano, dovremmo trarne le più amare conseguenze.
Quanto all'opposizione, penso che un segnale forte possa essere dato dal fatto che, almeno, non farebbero leggi dettate dai propri interessi personali e da quelli delle rispettive imprese; dal fatto che non vanno in giro per il mondo a fare corna e cucù; dal fatto che la loro agenda politica non sarebbe dettata dalle orge serali con questa e quella vagonata di escort; dal fatto che non si mischierebbero con gente come Lavitola e Tarantini; dal fatto che si tornerebbe quantomeno a parlare di politica e non delle beghe giuridiche di Bersani, Di Pietro o Casini.
Insomma, rispetto a Berlusconi, il miglioramento non dovrebbe essere impossibile. Certo, la politica vera resta tutta un'altra cosa, ma facciamo un passo alla volta.
TROVO ASSURDO CHE GENTAGLIA COME VOI, SEDICENTI GIORNALISTI CHE CAMPANO SOLO GRAZIE A BERLUSCONI, NON PERDANO OCCASIONE PER SPUTARGLI ADDOSSO.
RispondiEliminaVOI DEL BUONASERA MI FATE PENA COME I COMUNISTI DI REPUBBLICA E I CRIPTO-COMUNISTI DEL FATTO TRAVAGLINO!!!!!!
Giacomo
Caro Giacomo,
RispondiEliminaanzitutto smettiamola con le parole a vanvera. Io non sono un giornalista e tantomeno, a differenza di molti che lo votano e della stragrande maggioranza dei membri di PDL e Lega, non devo nulla a Berlusconi. Semmai è lui ad essere in debito con me visto che ha ipotecato il mio futuro.
Questo è un blog personale e non una testata giornalistica. Da onesti e seri liberali quali siete, non vi darà affatto fastidio che possano esistere opinioni differenti dalle vostre, dico bene?