Con lo spread che veleggia verso la mostruosa quota 600 pt., l'impressione è che i mercati non si fidino affatto della parola di Berlusconi, nemmeno quando promette di dimettersi eseguiti gli ultimi adempimenti.
La realtà è che siamo fuori tempo massimo. Le misure urgenti della famosa lettera della BCE del 4 Agosto scorso devono ancora essere concretizzate; le 4 finanziarie d'emergenza varate in rapida successione sono state via via inghiottite dall'inasprirsi della crisi; il patto di stabilità in studio al Senato fa acqua da tutte le parti ma dovrà comunque passare in tempi rapidi (quindi senza emendamenti delle opposizioni), se si vuole spianare la strada al dopo-Berlusconi; l'attuale legge elettorale minaccia instabilità politica, salvo inattesi exploit del PD alle prossime elezioni.
Sullo sfondo rimane poi la paura che Napolitano possa propendere per un governo Alfano -che di fatto sarebbe un Berlusconi-bis con il Cavaliere nelle vesti del gran manovratore-, o, in alternativa, che le consultazioni non portino a nulla, lasciandoci in balia di una furiosa campagna elettorale mentre il Paese affonda.
Insomma, i mercati ci vedono in grave difficoltà e senza nocchiere (o con un nocchiere incollato al timone).
Ancora una volta, ci vengono chieste risposte rapide, ma l'inettitudine e gli egoismi della classe politica impediscono il varo delle agognate riforme. Questa assurda paralisi rischia di costarci caro: l'ostinazione di Berlusconi a non riconoscere la crisi (la famosa mini-manovrina di Luglio) in Estate ci fece retrocedere rispetto alla Spagna; la determinazione attuale del presidente del Consiglio a non mollare e a tirare a campare fino a Natale, ora, minaccia addirittura di mandarci a zampe all'aria come la Grecia.
Oggi a Roma sono arrivati gli ispettori della Ue e della BCE. Il primo ad essere sentito è stato il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Possiamo immaginarci l'esito del colloquio (troppo umiliante chiamarlo "esame") dal comunicato diramato subito dopo dallo stesso ministro col quale si chiedeva al presidente del Consiglio come mai Tremonti avesse comunicato solo ieri la data del loro arrivo.
E' appunto l'incapacità manifesta dei membri del Governo, di quell'allegro carrozzone circense di nani e ballerine che prometteva di attuare la rivoluzione liberale, a far tremare i mercati, ad allontanare gli investitori.
In America, durante le campagne elettorali, per schernire l'avversario si usa spesso questa formula: "Comprereste una macchina da quell'uomo?". E voi, comprereste il debito pubblico di uno Stato guidato da Berlusconi?
Dato che il tempo stringe e le risposte devono essere immediate, il passo indietro, questa volta, dovrà essere fatto dall'intera classe politica. Dimissioni immediate di Berlusconi, seguite poi da una forza senza colore politico che abbracci l'intero emiciclo e che voti, tappandosi il naso, le riforme urgenti che non possono più attendere. Bisognerà dunque frenare i protagonismi dei Bersani, dei Casini, dei Fini e dei Di Pietro, ma la "responsabilità" chiesta in un momento tanto tragico sta tutta lì.
Ci vuole un governo di "tecnici" che metta almeno una toppa alle falle più grandi, rimandando possibilmente al voto con una legge elettorale diversa (piuttosto ci si limiti ad abrogare l'attuale in modo da tornare alla scorsa).
Se non si farà così, le prossime misure imposte dall'Europa saranno quelle draconiane che stanno dissanguando la Grecia...
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La cosa che più mi fa imbestialire, oltre la montagna di soldi che ogni giorno grava sulla testa di ogni singolo cittadino per via dello spread ai massimi termini, è che ora il PdL ha gioco facile a sostenere che non era vero che lo spread saliva a causa del Governo. Già me lo vedo Cicchitto a dire: "Avete visto? berlusconi se ne va e quello sale ancora!!!"... grrrrrr...
RispondiEliminaNiente di più facile! Ma del resto loro ci hanno già propinato decenni di balle, scuse e storie ridicole, offensive e paradossali, facendoci capire che non sono dotati del buon senso di tacere...
RispondiEliminaSottoscrivo tutto.
RispondiEliminaCi hanno portato alla rovina. Berlusconi è il cancro della democrazia e dell'Italia. Ci ha sottratto milioni di euro, credibilità e persino il futuro.
Saverio
Una vergogna! Non solo ci hanno ridotto pezze al culo, ma come dice giustamente Finestra sul cortile ora oseranno dire che non era Berlusconi a far aumentare il differenziale con i bund tedeschi!
RispondiEliminaSperiamo di archiviarli una volta per tutte!