martedì 29 novembre 2011

E' GIA' IERI

Ci avevano fatto credere che si fosse ritirato a vita privata. Che affrontasse le sue beghe giudiziarie da "semplice" deputato ormai lontano dai riflettori e dalle platee, come testimoniato dagli impietosi scatti che lo hanno immortalato mentre si prendeva un un caffé nella più totale solitudine, nel più desolante disinteresse altrui.
Ci avevano illuso che d'ora in avanti si sarebbe occupato solo del suo Milan (diventando così "il presidente che ha vinto di più nella storia del calcio. Il secondo è Bernabeu che ha la metà dei trofei", dopo essere stato il "presidente del Consiglio più longevo della Repubblica" rubando la pole position al povero Giolitti).
Speravamo fin nell'intimo che le uniche cose calendarizzate sulla sua agenda sarebbero state le puntatine ai giardinetti e le partite domenicali alle bocce.
Confidavamo, alla peggio, di riesumarlo solo di tanto in tanto, magari su qualche rotocalco, paparazzato mentre gioca con i nipotini o insegue una arzilla settantenne al supermercato.
Invece no.
E' ancora là. Esattamente dove lo avevamo lasciato. Pronto a ripetere le stesse cose, le medesime geremiadi, le solite, sconclusionate, invettive, non appena ha un microfono in mano e una telecamera davanti. Nemmeno avesse un riflesso condizionato come i piccioni di Pavlov.
E li viene fuori tutta la sua acclarata inadeguatezza a ricoprire, soprattutto ora, la carica del presidente del Consiglio.
Dall'8 Novembre, giorno della sua caduta, il mondo è cambiato. Sono passati appena 21 giorni, eppure sembra un secolo. L'Italia è cambiata. I discorsi sono cambiati. La politica è (pare) cambiata. I talk show sono cambiati. Siamo tornati a respirare l'aria libera e qua e là anche l'odore dell'ottimismo, sebbene ci sia davvero poco per cui essere allegri. Ma il fatto che la opprimente cappa della teledittatura sia stata spazzata via da una ventata d'aria "fresca" è comunque palpabile sulla pelle e tanto ci basta. Almeno per iniziare.
Poi ridanno microfono e telecamera a lui, e, di colpo, ci si sente risucchiati nel vortice dello sfortunato e disastroso ventennio appena concluso. "Comunisti" che bramano il potere, "esondazione della magistratura che inquina la vita democratica", schiaffi bonari ma risoluti da buon padre di famiglia all'ex alleato leghista al fine di farlo rientrare nei ranghi, per chiudere in bellezza  con l'insano gesto di autocitare propri discorsi datati 1994.
L'entusiasmo con cui ripete, fino alla nausea (di chi ascolta) quelle quattro senili invettive è sempre lo stesso. Magari la stanchezza è più evidente ed il sorriso a 32 denti meno onnipresente, ma chiudendo gli occhi sembra di assistere ad un comizio di 18 anni fa.
Poi ci pensi un po' su e ti rendi conto che anche questa volta ha ottenuto ciò che voleva -come sempre, del resto-: si era messo in testa di vincere lo scorrere del tempo e per farlo si è sottoposto alle più improbabili operazioni chirurgiche, dai risultati spesso disastrosi e buffi.
Ora ha capito che era sufficiente continuare a ripetere le stesse cose, quelle di vent'anni fa, senza curarsi del fatto che, nel mentre, il mondo sia cambiato, sia passato oltre, gli abbia voltato le spalle e lo stia già dimenticando.
Rimanere intrappolati nel passato, in fondo, permette di restare eternamente giovani...

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7 commenti:

  1. I suoi erano discorsi che apparivano vecchi già nel 1994. Ripeterli vent'anni dopo è semplicemente da clinica psichiatrica (o geriatrica).

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  2. La fortuna di quest'uomo che ha sempre avuto un culo sfacciato è che ora c'è Monti. Se fossimo andati subito alle elezioni ora il PDL si sarebbe già spaccato, consumando quelle scissioni di pisanuiani e scajolini che l'hanno fatto traballare nelle ultime settimane di Governo.
    B. avrebbe voluto restare in sella, o comunque mettere la faccia sulla candidatura di Alfano, creando così facili spaccature nella parte del PDL che ormai lo vede come un fardello e motivo di imbarazzo.
    Insomma, avremmo potuto assistere alla VERA fine di Berlusconi e del suo sogno politico.
    Così facendo, invece, non sia mai che non riesca a recuperare consensi, giocando anche sul fatto che Monti scontenterà un po' tutti e la sinistra dovrà appoggiare riforme tipicamente di dx.
    Francesco B.

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  3. Pienamente d'accordo con Francesco, anche se la situazione era (ed è tuttora) critica, la scelta migliore era quella di andare ad elezioni, poichè, nonostante vi sia l'esigenza di attuare importanti riforme di carattere generale (ed un governo tecnico dovrebbe essere più veloce ed eterogeneo nel realizzarle), l'emergenza più impellente era liberarsi completamente di Berlusconi, vero cancro della società da anni a questa parte, ben più della crisi economica globale...a cui, comunque, qualsiasi altro presidente del consiglio avrebbe fatto fronte in maniera marcatamente migliore (anche semplicemente non negandone l'esistenza sino alle sue dimissioni, tanto per dirne una).

    Complimenti a Carlo, come sempre, per il pezzo.

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  4. Come sai, caro Carlo, continuo a essere ben poco ottimista nei confronti del nuovo governo.
    Ciò non mi preclude la soddisfazione di considerare che le cose, per lo psicopatico arcoreo, siano andate nella maniera che più temeva, costringendolo ora a nuove strategie difensive sotto l'aspetto del suo classico, insopportabile stile.

    Vorrei segnalarti una bella immagine che gira su Facebook... :)
    http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=89190010ee8c5e3

    E un articolo di Dino Amenduni proprio sulla nuova tattica del malefico caimano:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/30/sottovalutare-tablet-alfano/174219/

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  5. @ Finestra sul cortile: sono discorsi disarmanti. Che affronti pure una campagna elettorale con questi 4 argomenti...

    @ Francesco B. - Anonimo: Concordo, in un mondo ideale quella sarebbe stata la via migliore. Nel mondo reale, però, i mercati non ci avrebbero permesso di sopravvivere alla campagna elettorale.
    Il 5 Dicembre Monti presenterà il pacchetto di riforme. Se fossimo andati alle urne ora avremmo ancora Berlusconi, saremmo in piena campagna elettorale (e gli argomenti trattati, tra macchine del fango e inchieste ad orologeria, non avrebbero certo rassicurato l'Europa e la finanza) e per le elezioni avremmo dovuto attendere la fine di Gennaio, l'inizio di Febbraio.

    @ Franz: Fai bene a dubitare di questo nuovo esecutivo. Non chiedo di accordargli una fiducia cieca, senza 'se' e senza 'ma'. Anche perché gli impresentabili tra ministri e sottosegretari già ci sono e tu la scorsa volta li hai elencati tutti con dovizia di particolari.
    Ora non ci resta che attendere il famoso pacchetto del 5 Dicembre. Se le riforme previste non avranno come leitmotiv quello dell'equità sociale, tutti sulle barricate.

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  6. Giolitti e Repubblica sono due parole che non possono stare nella stessa frase :)

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  7. Nemmeno Berlusconi e Repubblica Bruno!
    Anto'

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