Il portone della scuola elementare statale Lombardo Radice di Milano, definita dalla stampa "la più multietnica d'Italia" rischia di restare chiuso per sempre.
Già da questo Settembre perderà la prima elementare, fatto che condannerà l'istituto a cessare le attività didattiche tra soli quattro anni.
Che una scuola chiuda, ormai, non fa più notizia. Il problema, però, in questo caso, non è che non ci siano i bambini necessari per fare una classe (gli otto minimi previsti dalla legge), come succede in molti altri paesi della penisola, ma è che ci sono troppi iscritti extracomunitari! Secondo le registrazioni pervenute alla segreteria dell'istituto, infatti, il loro numero è così elevato da superare abbondantemente il limite del 30% previsto dalla Gelmini!
Che una scuola chiuda, ormai, non fa più notizia. Il problema, però, in questo caso, non è che non ci siano i bambini necessari per fare una classe (gli otto minimi previsti dalla legge), come succede in molti altri paesi della penisola, ma è che ci sono troppi iscritti extracomunitari! Secondo le registrazioni pervenute alla segreteria dell'istituto, infatti, il loro numero è così elevato da superare abbondantemente il limite del 30% previsto dalla Gelmini!
La ratio della legge (se di ratio si può parlare tenendo a mente la matrice leghista della stessa) era quella di suddividere i bambini stranieri spalmandoli nelle varie sezioni in modo da non creare rallentamenti (o presunti tali) nel percorso di studi dei bimbi italiani.
Un'applicazione troppo rigorosa della normativa, però, arriva al paradosso di vietare classi di soli alunni extracomunitari. Tutti godrebbero della medesima preparazione di base, non ci sarebbero alunni italiani costretti ad aspettare chi fatica nell'apprendimento della lingua, eppure la classe non si potrà comunque fare!
Il risultato è quello più tragico: la chiusura dell'istituto (nonostante l'alto numero degli iscritti!), l'obbligo per i giovanissimi studenti di rivolgersi a scuole fuorimano e la perdita del posto di lavoro per decine e decine di impiegati pubblici tra docenti, tecnici e personale di servizio.
Il risultato è quello più tragico: la chiusura dell'istituto (nonostante l'alto numero degli iscritti!), l'obbligo per i giovanissimi studenti di rivolgersi a scuole fuorimano e la perdita del posto di lavoro per decine e decine di impiegati pubblici tra docenti, tecnici e personale di servizio.
Complimenti Maria Stella, la distruzione della scuola statale passa anche da lì...
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Le solite porcherie tutte italiane!
RispondiEliminaGoverno in balia di razzisti!
RispondiEliminaSe è così il ministro dell' istruzione ha sulle spalle una grossa responsabilità, ma anche il marchio di un governo razzista e becero.
RispondiEliminaGelmini si porterà a casa una immeritata pensione da ministro, ma anche un'immagine di infamia che sarà ricordata nei libri di storia.
Donna ignorante
RispondiEliminauna patetica & squallida donnicciola
RispondiEliminanella prima repubblica vi era un ministro tonto che e' morto giovane poveretto "Goria" nella seconda (batte la prima per 2 a 1) Gelmini, Rotondi.
RispondiEliminaI commenti servono per dire la propria sull'argomento del pezzo, evitiamo di insultare e, soprattutto, di farlo a caso.
RispondiEliminaGrazie.
Carlo.