lunedì 20 giugno 2011

QUANDO IL LEGHISTA S'AFFEZIONA ALLA CAPITALE...


Se non fosse stato per i militanti conciati da vichinghi, con tanto di elmi cornuti, mantelli e spadoni (a proposito, dov'è finito l'omino che, ogni anno, si tingeva la lunga barba di verde? Non si sarà mica intossicato con la vernice...) la Pontida di ieri poteva sembrare una comizio politico come tanti altri.
Bossi ha dimostrato, nonostante le sue condizioni, di essere ancora un leader lucido e carismatico, ma nulla più. Ha perso il coraggio, ha perso le ambizioni, ha perso i suoi ideali. Quegli ideali che, potevano essere condivisibili o meno, ma nel '94 lo spinsero a far cadere il primo governo Berlusconi alla sola notizia dell'avviso di garanzia dicendo pubblicamente: "Silvio è una persona gradevole, basta sapere che tutto quello che dice è falso", per tacer poi dei numerosi insulti, delle tante ingiurie, delle incredibili accuse che portarono i due ex alleati ad un florilegio di cause e querele.
Il Bossi di oggi non è solo più vecchio e più stanco, ma si è anche accomodato in poltrona, quella romana. Ormai nessuno scandalo giudiziario o sessuale che travolga il premier sembra poter mettere in discussione l'asse padano-berlusconiano.
Tra versacci senza senso ("Padania libera!" leitmotiv per acquietare una platea stufa e irrequieta) e finti ultimatum al presidente del Consiglio, il suo è stato un discorso da grande stratega, calcolato al millimetro. Il capo tribù dei celti non ha mai parlato né di strappi, né di leadership in discussione, rimandando tutto alle politiche 2013 (come a dire: "chi vivrà vedrà ma intanto facciamoci 'sta legislatura"). Alla secessione -forse- non ha mai creduto, di certo ora manco la vuole più nominare. Ma il suo elettorato non se l'è, ahilui, scordata e così ora la Lega si è infilata nell'assurda pretesa del trasferimento dei ministeri. Un contentino che il popolo padano dimostra di non gradire e che potrebbe far collassare l'intera maggioranza.
Dismesso il cappello cornuto d'ordinanza, Bossi ormai veste elegante e parla il politichese. Sbraita, si lascia andare a qualche parolaccia ogni tanto, rutta in compagnia e fa gestacci per simpatia, ma sotto-sotto il volpone padano frega il suo intero elettorato, che per ben sette volte lo interrompe urlando "secessione"! E mentre la pancia leghista si prepara a rinverdire la linea gotica, Bossi e il suo verde entourage se ne tornano a Roma. Per starci fino al 2013, e dopo, con l'aiuto del dio Po, per occupare anche la poltrona della presidenza del Consiglio...

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10 commenti:

  1. Bossi piglia per il culo il suo elettorato e lo fa in modo spudorato. Ha imparato dall'amico Silvio.
    ISOLA FELICE

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  2. Come dici tu, Bossi non ha mai creduto alla secessione e ora non avrebbe nemmeno l'interesse a paventarne il rischio: lui e i suoi godono di prelibatissime posizioni nel governo.
    Con buona pace dell'elettorato padano.
    Irene

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  3. Da rivoluzionario a paludoso politico simil-DC. Bella evoluzione quella del Sig. Bossi.

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  4. Secondo me invece all'inizio ci credeva in quello che diceva, poi però ha visto che i privilegi della casta non sono affatto male e allora ha svenduto anche lui i suoi ideali per godersi i soldi degli italiani.

    Barbara

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  5. Secondo me ha sempre preso in giro tutti e non avrebbe mai nemmeno sperato che il suo movimento locale potesse persino finire al governo!
    Dobbiamo ringraziare Berlusconi anche per questo!
    Frà

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  6. Sono troppi decenni che bossi & c. raccontano storielle. Purtroppo ha ancora un seguitino..., pero' appena anche loro(forse) riusciranno a capire la grossa presa per il culo il nostro si dovra' ritirare a Gemonio e tapparsi in casa.

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  7. Succederà mai?
    Pierluigi

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  8. Berlusconi ha ragione a temere i comunisti, quelli veri pero', non quelli all'acqua di rose e cachemir visti fino ad ora, quelli che lavorano per pochi soldi che non arrivano mai in fondo al mese con quella misera busta paga, i disoccupati molti pensionati e i precari, stufi del sogno americano di cambiar lavoro ogni volta che ti pare, perché era questa l'idea di molti che plaudivano a questa legge quando ancora era in embrione. Bene per questi e per tanti altri c'è una sola via, QUELLA DEL COMUNISMO, QUELLO VERO che fa tanta paura al vostro premier. Zanzino.

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  9. Federalismo? non quello di Bossi
    Un Federalismo che dia vita
    ad un modo nuovo di amministrare
    tagliando i rami secchi che producono debiti ha L’Italia
    per rami secchi intendo i Partiti e tutto ciò che
    con gli alti costi e le spartizioni con le Lobby
    dissanguano il Popolo .
    Un federalismo controllato dalla Corte dei Conti e dal Popolo che
    fungano da controllori sul danaro speso per tutti i costi di Gestione
    Corte dei Conti composta da esperti scelti dal Popolo
    Dovrà fare da arbitro su i soldi spesi da tutte le Regioni
    rispondendone di persona.
    Ha fine mandato il Popolo tirerà le somme
    le Regioni che hanno sprecato meno verranno premiate dal Popolo
    rieleggendo chi ha Governato
    solo cosi il POPOLO vedrà i fatti, e non vuote parole. VITTORIO
    PS il federalismo che vorrebbero ,ha conti fatti non porterebbe nessun
    Beneficio al Popolo.

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  10. Non ho capito nulla di quello che ha scritto Zanzino.
    Invece quello che ha detto Vittorio è condivisibile: occorre un federalismo che sia in realtà una forma di controllo più stringente per far emergere i tanti sprechi a livello locale.
    Il federalismo di Bossi è invece un federalismo di facciata che porta nuove tasse.
    Irene

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