Non solo "nani e ballerine" nel grande carrozzone del PDL, come sostenevano, ancora qualche mese fa, i detrattori del movimento politico creato da Berlusconi, richiamando alla memoria quell'ambiente corrotto e cortigiano che aveva avvelenato il PSI e la Prima Repubblica. Non solo "corrotti e mafiosi", come sostengono gli avversari più critici del Cavaliere. Ma anche neonati, minorenni, tesserati di altri partiti, uomini d'onore, cacciatori e persino morti -e sepolti- da diverse decadi!
E' quanto scoperto dalle diverse procure interessate che stanno indagando sulle tante -troppe- irregolarità venute alla luce fin'ora scartabellando nei registri del PDL. E sembra solo la punta di un iceberg.
Bimbi ancora in fasce, nomi noti all'Antimafia, persone decedute da tempo ed altre che sono cascate dalle nuvole quando hanno scoperto di essere state tesserate nel partito di Berlusconi. A Bari 139 iscritti risiederebbero tutti nel medesimo appartamento: nemmeno un loft, ma un umido e buio sottoscala. Che siano termiti? Forse. Nel napoletano, dove si ha avuto un vero boom di iscritti (oltre 120mila) non si capirebbe invece dove inizia il tesseramento e dove la Camorra.
Nel mirino degli inquirenti, ancora una volta, ci sono finiti Luigi "a purpetta" Cesaro (deputato PDL e presidente di provincia), che alle inchieste sulla Camorra non è nuovo, e l'ex sottosegretario ed ex coordinatore regionale del partito Nicola Cosentino, salvato dalla Camera solo lo scorso 12 Gennaio dalla richiesta di arresto presentata dai magistrati per chiarire il suo rapporto con i Casalesi. In Sardegna i tesserati che non sapevano di esserlo sono 18, ma nulla vieta che il numero si gonfi ulteriormente.
Il problema ha valicato le regioni del sud, assumendo rilevanza nazionale. A Savona, si sono ritrovati arruolati proprio malgrado nelle file del PDL nomadi, un buon numero di illustri inconsapevoli e persino un consigliere comunale del PD. Così a Monza, dove a risultare irregolari sarebbero addirittura 10mila iscrizioni. In Veneto, invece, il 50%: 8mila su di un totale di 16mila. I nomi sono stati copiati dall'elenco dei cacciatori che ora cercano, carabina in pugno, chi ha giocato loro questo brutto tiro. A Modena, invece, le tessere sarebbero state spartite tra gli affiliati alla Camorra.
Il "Partito degli Onesti" dovrà fare un bel repulisti interno, se vuole tener fede ai propri obbiettivi. Anche perché il problema c'è ed è grave: ad allarmare non è tanto la possibile presenza di "tessere fantasma" usate per gonfiare i numeri del partito, ma la compravendita delle stesse e, soprattutto, la possibilità di detenere più quote rispetto a quella, unica, nominale, che potrebbero essere sfruttate dai capibastone ansiosi di raccogliere l'eredità politica di Berlusconi per contare maggiormente e, contemporaneamente, alla mafia per avere voce nella gestione del partito ed una pesante arma del ricatto in mano.
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